A Pantalla di Todi (Pg) è andato in scena ‘Biancaneve e i sette nani’, spettacolo simbolo di inclusione e incontro tra i ragazzi della scuola primaria e gli ospiti del Centro Speranza. ‘Biancaneve’ non è stata solo una fiaba ma un racconto/incontro che ha trasformato le differenze in ricchezza e le relazioni in opportunità di crescita condivisa.
Inclusione, emozione e comunità, queste le tre parole chiave emerse dallo spettacolo ‘Biancaneve e i sette nani’, andato in scena a Pantalla di Todi, in provincia di Perugia.
Una performance che ha visto i bambini della locale scuola Primaria e i ragazzi del Centro Speranza di Fratta Todina condividere lo stesso palco, lo stesso entusiasmo e la stessa gioia di esserci.
Accanto a loro, i 7 Cervelli ,Fabrizio Fabbi e Luca Pellegrini, in veste di narratori particolari e le canzoni interpretate da Renoir Bellucci, che hanno reso la rappresentazione ancora più vivace e partecipata.
Gli applausi a scena aperta e le incursioni comiche dei 7 Cervelli hanno accompagnato uno spettacolo che ha fatto ridere, riflettere e commuovere.
‘Biancaneve’ non è stata solo una fiaba portata in scena, ma il racconto di una comunità che cresce insieme, che impara a riconoscere il valore di ogni persona, che trasforma le differenze in ricchezza e le relazioni in opportunità di crescita condivisa.

L’evento ha fatto parte del progetto di inclusione ‘Linguaggi diversi, pensiero unico’, che negli ultimi tre mesi (da marzo a maggio) ha coinvolto gli studenti della Primaria dell’Istituto Comprensivo Todi – Massa Martana e gli utenti del Centro Speranza in un laboratorio teatrale fatto di incontri, scoperte e collaborazione.
Un progetto nato per usare il teatro come strumento di integrazione, favorire la conoscenza reciproca, sviluppare competenze relazionali e comunicative, stimolare la creatività e rafforzare il legame tra scuola e territorio.
Un’esperienza che ha permesso a bambini e ragazzi di sperimentare l’ascolto, l’empatia, il rispetto delle regole, la gestione del conflitto e la bellezza del lavorare insieme.

All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri anche Madre Graziella Bazzo, direttrice del Centro Speranza e Giuseppe Antonucci, presidente dell’Associazione Madre Speranza
“Ancora una volta – ha detto Antonucci – il Centro Speranza si pone come mediatore culturale, come soggetto di integrazione, quindi non solo come luogo di cura, ma come strumento proprio per l’integrazione e per l’inclusione delle persone con disabilità”.
“L’evento – ha evidenziato Giuseppe Antonucci – è il risultato di una collaborazione straordinaria di persone con competenza e soprattutto con un senso di solidarietà e con un senso di giustizia molto elevati. Per produrre questo genere di eventi ci vuole davvero tanta professionalità, ma anche tanto cuore, perché bisogna costruire uno spazio, quel giusto spazio integratore, curato, dove ognuno possa esprimere il proprio talento, il proprio essere”.
“Anche il teatro di questa sera – ha aggiunto – è lo specchio della vita, il teatro è come la vita e la vita è come il teatro, dove ognuno esprime se stesso e le proprie caratteristiche”.
“Grazie di essere intervenuti e soprattutto – ha continuato Giuseppe Antonucci – io chiedo sempre, ogni volta che c’è la possibilità in questo periodo particolare, di sostenere il Centro Speranza attraverso il 5×1000. Andate sul nostro sito www.centrosperanza.it, troverete il numeretto da inserire nella casella per donare il 5×1000 e sostenere questa realtà molto importante per la nostra comunità e per il nostro territorio”.
Alle parole di Antonucci sono seguite quelle dei 7 Cervelli, Il duo comico perugino non è nuovo ad incursioni al Centro Speranza
“Questa – ha sottolineato Luca Pellegrini dei 7 Cervelli – è una causa che abbiamo sposato già da qualche anno, è chiaro che quando si può fare del bene e sfruttare la nostra capacità, umilissima, artistica noi la mettiamo a disposizione per fare del bene. Io penso che per tutti gli artisti, quando hanno la possibilità di farlo e compatibilmente con i loro impegni, sia utile e necessario che si ritaglino un po’ di tempo per queste manifestazioni, questi eventi”.
Il valore aggiunto del Centro Speranza -ha riferito poi Fabrizio Fabbi, sempre dei 7 Cervelli – sono secondo me tutti gli operatori perché veramente abbiamo riscontrato un livello altissimo. Ci sono dei professionisti, gente che cura ogni dettaglio e questa cosa sinceramente si nota per chi come noi ultimamente sta frequentando proprio quest’ambiente”.
“Noi come artisti – ha concluso Fabrizio Fabbi – abbiamo un grandissimo ritorno perché quando facciamo spettacoli magari per noi è una soddisfazione, ma fare queste cose è ancora più importante e ci rende ancora più orgogliosi”.


