L’arte e la cultura possono anche contrastare il lungo e inesorabile spopolamento delle aree interne. Il caso di Anagni (dove il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale è giunto ormai alla sua XXXIII edizione) dimostra che, se salviamo i borghi, è possibile salvare anche l’ambiente.
L’arte e la cultura che possono salvare i borghi. Ad Anagni, dove è in corso la XXIII edizione del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale, l’idea di fondo è ormai ben radicata e lo dimostra una formula ben collaudata, basata sul concetto che contrastare lo spopolamento e favorire il turismo nelle aree interne consente anche di tutelare l’ambiente. Nella Città dei Papi, cornice ideale per essere un vero e proprio teatro a cielo aperto, dal 22 agosto al 3 settembre si susseguiranno diversi eventi artistici e culturali, con un occhio di riguardo anche nel ricordo di San Francesco D’Assisi, a 800 anni dalla scomparsa.
Anagni, che con Alatri, Veroli e Ferentino, nell’ambito del progetto Hernica Saxa, era stata finalista della Capitale italiana della Cultura 2028, ha ospitato e ospiterà grandissimi artisti e intellettuali, soprattutto nel cuore della città, in piazza Innocenzo III. Monica Guerritore, Angelo Branduardi, Flavio Insinna, Massimo Wertmuller, Ksenia Borzak, Giulio Pranno e Aldo Cazzullo sono solo alcuni dei protagonisti del Festival di Anagni, in collaborazione con la città di Veroli, dove a settembre andrà in scena anche Roberto Mercadini col suo nuovo spettacolo ‘Animali Umani’.
“Nel ricordo degli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, abbiamo scelto di dedicare la XXXIII edizione del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale all’umiltà” – ha spiegato Carlo Marino, assessore alla Cultura del Comune di Anagni – “Una parola che molti considerano sinonimo di debolezza. Io credo, invece, che racchiuda una forza straordinaria!“.
“Ogni estate, la nostra città vive i propri luoghi, si ritrova e accoglie attraverso la cultura. Nel tempo, il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale è diventato un appuntamento identitario, che unisce la qualità della proposta artistica alla straordinaria bellezza del nostro patrimonio storico. Il Festival è un investimento sulla nostra comunità, ogni artista e ogni visitatore contribuiscono a rendere il nostro centro storico un luogo vivo e aperto, occasione di crescita e nuove opportunità” – il punto di Daniele Natalia, sindaco di Anagni – “A 800 anni dalla morte di San Francesco, vogliamo offrire al pubblico un cartellone di alto livello, con interpreti e spettacoli in grado di coinvolgere, emozionare e far riflettere. Per questo vorrei rivolgere un sincero ringraziamento al direttore artistico, a tutti coloro che hanno lavorato all’organizzazione, agli artisti e ai tanti professionisti che col loro impegno rendono possibile questo appuntamento, un motivo di orgoglio per Anagni. Invito cittadini e visitatori a lasciarsi accompagnare da teatro tra le piazze, i palazzi e gli scorci della nostra città, poiché la cultura resta uno dei modi più belli per incontrarsi, conoscere un territorio e sentirsi parte di una comunità“.
Anagni è conosciuta in tutto il mondo soprattutto per essere la città dei Papi, ma può offrire anche molto di più: oltre a Palazzo Bonifacio, ci sono infatti la Cripta di San Magno (considerata la Cappella Sistina del Medioevo), Casa Barnekow, la Badia di Santa Maria della Gloria, la necropoli di Casal del Dolce risalente al neolitico, il Museo Ernico e il sito archeologico di Fontana Ranuccio, dove sono stati trovati i resti dell’Homo heidelbergensis.
“Ogni epoca sceglie i propri simboli, la nostra sembra premiare chi alza la voce, chi corre più degli altri, chi misura il valore delle cose dalla loro capacità di attirare attenzione. La storia però continua a indicarci un’altra strada: l’umiltà è la consapevolezza che c’è sempre qualcosa da imparare, è rispetto per il lavoro degli altri, è la capacità di mettere la ricerca della verità davanti al bisogno di avere ragione. Anche il teatro vive di questo, accompagnando da secoli l’uomo nelle sue domande più profonde, raccontandone fragilità, slanci e contraddizioni” – ha aggiunto Carlo Marino, assessore alla Cultura di Anagni – “Ogni spettacolo lascia qualcosa dentro di noi, perché ci invita a cambiare prospettiva, anche solo per una sera. Crediamo in una cultura che alimenta la curiosità, educa all’ascolto e ci invita a riflettere. Una cultura che può creare e far crescere una comunità, facendo coltivare il pensiero, custodire il valore delle radici e trovare il coraggio di guardare al futuro. Il teatro è sempre stato il luogo in cui la storia continua a parlare al presente e il presente trova la forza di immaginare il domani, una città non diventa più grande quando dimentica ciò che è stata, ma quando riesce a trasformare la propria storia in una promessa per il futuro“.
Il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni si è aperto con il tutto esaurito per il Concerto Verdiano, seguito il giorno successivo dallo spettacolo di Monica Guerritore, interprete dei versi di Dante con lo spettacolo ‘Dall’inferno all’infinito’. L’attrice ha anche ricevuto il Premio Città di Anagni e visitato la Cripta di San Magno: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, è lì che lui, Dante, comincia ed entra dentro per fare il primo grande viaggio della psicanalisi all’interno di sé. La cosa più bella che l’essere umano ha sono le parole per raccontarsi e raccontare la profondità. Raccontare il passato, raccontare quello che altri uomini con altre parole hanno raccontato dell’umano, ci porta di nuovo a sedersi sulle spalle di giganti e questo dà a noi grande forza“.
Il Festival prosegue: nella serata di mercoledì 27 agosto, infatti, lo spettacolo con Alberto D’Atanasio (docente di semiologia dei linguaggi non verbali), dedicato alle vite rivoluzionarie, ad Assisi, di San Francesco e Giotto. Si preannuncia, poi, assolutamente imperdibile l’appuntamento con Angelo Branduardi e Aldo Cazzullo, protagonisti della serata di venerdì 28.
“Questa edizione del Festival è iniziata nel migliore dei modi nella straordinaria piazza Innocenzo III, e anche la seconda serata ha fatto registrare il pieno già un’ora prima dello spettacolo di Monica Guerritore. Questa città così storica è ormai identificata con il Festival, dove il teatro italiano incontra 800 anni di storia e dove i più grandi interpreti italiani della musica, del cinema e del teatro salgono sul palcoscenico di una piazza del XIII secolo” – il punto di Giacomo Zito, direttore artistico del Festival Medievale e Rinascimentale di Anagni – “Vogliamo condividere con il pubblico un’esperienza culturale capace di parlare al nostro tempo attraverso la forza del teatro, nello spazio in cui nel medioevo è risorto dalle ceneri di un antico passato: la piazza, cuore della città e della sua storia“.


