“Salviamo il respiro della Terra”, dopo dieci anni ANTER torna con una nuova campagna e rilancia l’allarme: “La crisi climatica è la sfida del nostro presente”.
Nel 2016 ANTER (Associazione Nazionale Energie Rinnovabili) lanciò la campagna “Salviamo il respiro della Terra”, un’iniziativa con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, rivolta a tutta la cittadinanza, adulti e bambini, con l’obiettivo di diffondere la cultura dell’eco-sostenibilità e delle energie rinnovabili.
Un messaggio che arrivò in oltre 1000 piazze italiane. “Furono proprio i bambini a fermare gli adulti e a fare una domanda semplice: conoscete le energie rinnovabili? Con quella domanda volevamo invitare tutti a riflettere sul futuro e sull’importanza di investire nelle energie rinnovabili”, spiega Alessandro Giovannini, presidente ANTER.
Oggi molti di quei bambini sono diventati ragazzi, e quella domanda forse oggi è ancora più importante. Dopo dieci anni ANTER rilancia l’allarme con una nuova campagna “Salviamo il respiro della Terra: dal 2016 al 2026. Dieci anni dopo cosa è successo?”.
Protagonisti di questa campagna, insieme al presidente Alessandro Giovannini di ANTER, sono Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico, Antonello Pasini, fisico del clima CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e la dott.ssa Stefania Russo del Comitato scientifico di ANTER, referente Nazionale Area Ambiente e Salute FIMP e Consigliere di Coordinamento Gruppo di Studio “Ambiente e Salute del Bambino e dell’Adolescente” SIP.
“Questa estate ci sta ricordando una cosa molto semplice: il clima sta cambiando davvero. Ce lo spiegano gli scienziati, lo vediamo tutti quando usciamo di casa. Il caldo dura più lungo, arriva prima, più intenso e colpisce soprattutto chi è più fragile. Non possiamo più pensare che siano episodi eccezionali”, afferma Giovannini.
“Dopo 200 anni di uso dell’energia fossile abbiamo cambiato la composizione chimica dell’atmosfera terrestre, soprattutto attraverso l’emissione di una colossale quantità di anidride carbonica di origine fossile, che è un gas a effetto serra. – spiega nel video il climatologo Luca Mercalli – Nell’ultimo secolo la temperatura è già cresciuta di 1,4 gradi, che può sembrare un valore basso, ma in realtà è un valore enorme per un intero pianeta. Molti dicono: dobbiamo salvare il pianeta. Possiamo sicuramente impegnarci per salvare la vita sul pianeta, ma questa continuerà, anche se la temperatura sarà molto più elevata. Le zanzare o le blatte, riusciranno ad adattarsi molto bene a un pianeta più caldo. Potrebbe invece non essere la stessa cosa per la specie umana”. E conclude: “Attualmente siamo a circa 39 miliardi di tonnellate di CO2 fossile solo da combustione di petrolio, carbone e gas. Ed è proprio questa quota enorme di gas a effetto serra che dobbiamo cercare di sostituire prima possibile con le energie rinnovabili”.
Mediterraneo, perché il nostro mare è diventato il punto critico dei cambiamenti climatici
“Una volta eravamo abituati a una circolazione che veniva quasi sempre da ovest verso est, con piccole ondulazioni, e d’estate l’anticiclone delle Azzorre; adesso il riscaldamento globale di origine antropica ha fatto espandere verso nord la circolazione equatoriale e tropicale, con anticicloni africani che ovviamente sono molto più caldi e che portano anche molta più siccità. Ma poi, quando si ritirano o si spostano, arrivano correnti fredde o fresche, come quello che è accaduto nelle ultime settimane, scatenando precipitazioni estremamente violente grandinate molto forti. Questa è la tendenza ormai consolidata nel Mediterraneo”, spiega Antonello Pasini fisico del clima del CNR.
“Questi fenomeni ce li terremo anche per il prossimo futuro e da qui a 10 anni almeno, avremo una situazione di questo tipo. L’importante, però, è capire che dobbiamo adattarci ed evitare scenari ancora più estremi in cui sarebbe difficilissimo difendersi. Quindi, serve un’attività di mitigazione, ovvero una diminuzione dei nostri impatti antropici, primariamente le nostre emissioni di gas serra dovute alle combustioni fossili, ma anche alla deforestazione, in modo tale che il clima non peggiori più, ma si stabilizzi su una temperatura che non ci dia ulteriori pericoli”.
Crisi climatica, gli effetti sulla salute
“Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i cambiamenti climatici rappresentano la più grande minaccia per la salute globale. – spiega la dott.ssa Stefania Russo del Comitato scientifico di ANTER.
“Il caldo eccessivo può provocare disidratazione, colpi di calore e ipertermia, oltre che peggiorare malattie cardiovascolari e respiratorie. L’aumento delle temperature favorisce anche un’alterazione della qualità dell’aria e la diffusione di insetti vettori, come le zanzare, che possono trasmettere malattie infettive normalmente non presenti nei nostri territori. Inoltre, questi eventi estremi, come alluvioni e incendi, possono causare traumi fisici, problemi psicologici e difficoltà di accesso ai servizi sanitari. Le persone più vulnerabili sono gli anziani, i bambini, le donne in gravidanza e chi soffre di malattie croniche”
Ma cosa possiamo fare per proteggerci? “La prevenzione è fondamentale, ma un ruolo essenziale è svolto anche dall’educazione sanitaria. Informare la popolazione, soprattutto genitori, anziani e persone fragili, aiuta a riconoscere i segnali di pericolo e ad adottare comportamenti corretti. Allo stesso tempo è importante che i servizi sanitari siano preparati a rispondere all’aumento delle richieste di assistenza durante le ondate di calore”, conclude la dott.ssa Russo.
Salviamo il respiro della Terra per salvare il respiro delle nuove generazioni
“Dieci anni fa l’Italia era tra i paesi europei che aveva creduto di più nelle energie rinnovabili. Poi altri paesi hanno accelerato con maggiore convinzione: Germania, Spagna, Francia, Paesi Bassi. Noi siamo cresciuti, ma più lentamente. È un po’ come una gara: se rallenti mentre gli altri continuano a correre non resti fermo, vieni superato”, afferma Alessandro Giovannini, presidente di ANTER.
La buona notizia, però, è che ognuno di noi può fare qualcosa. Da oltre 10 anni, ANTER entra nelle scuole con il progetto “Il Sole in Classe”. “Crediamo che il cambiamento inizi dalla conoscenza. E se un bambino impara a rispettare l’ambiente, porterà quella consapevolezza nella sua famiglia, nel suo lavoro e nelle sue scelte di domani. È così che si costruisce il futuro, un passo alla volta, una persona alla volta”, continua Giovanni.
A settembre ANTER presenterà, inoltre, uno studio completo sull’estate del 2026, nel quale verranno confrontati i dati climatici degli ultimi 30 anni con l’evoluzione delle energie rinnovabili in Italia e nei principali paesi europei.
“Nel 2050 tuo figlio quanti anni avrà? Avrà dei figli a sua volta? E soprattutto, che aria respirerà? Non possiamo scegliere il futuro, ma possiamo scegliere le azioni che lo costruiscono. Ogni famiglia, ogni scuola, ogni impresa, ogni istituzione, perché il futuro dei nostri figli non si eredita, si costruisce insieme. Salviamo il respiro della Terra per salvare il respiro delle nuove generazioni”, conclude Giovannini.


