Sardegna nel pieno della quinta ondata di calore con temperature eccezionali a ogni ora del giorno e della notte.
Aria irrespirabile e umidità alle stelle dalla mattina alla notte. Queste le conseguenze della quinta ondata di calore in Sardegna. Temperature estreme che, almeno secondo le prime stime, potrebbero essere le più intense degli ultimi 126 anni in Italia.
A boccheggiare già all’alba sono stati gli abitanti di Alghero, vicino a Sassari, a causa delle colonnine di mercurio superiori ai 38°C. Stessa situazione a Bosa, in provincia di Oristano, con una calura insopportabile, nonostante la mancanza del sole. A Oliena, a pochi chilometri da Nuoro, invece, durante il pomeriggio i termometri hanno sfiorato i 46°C. Coloro che avrebbero voluto un po’ di fresco dopo il tramonto sono rimasti delusi: anche in piena notte le temperature sono state superiori ai 30°C a Sorso, Stintino, Sassari e Alghero. Valori che, in condizioni climatiche normali, si registrerebbero solo e soltanto in pieno giorno.
🌡️Nella giornata di oggi temperature estreme anche sopra i 44°C in Sardegna.
+45.8° a Oliena, +45.7° Monti. Picchi di +46.9° a Biasi’, +46.1° a Siniscola. Da Meteo Sardegna Settentrionale e Sardegna Clima APS. pic.twitter.com/XeOLfL5KXr
— Italia 24H Live 🔴 – Notizie dall’Italia (@Italia24HLive) August 27, 2026
Secondo l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna (ARPAS), 70 stazioni su 82 hanno certificato una temperatura minima pari o superiore ai 25°C. Una soglia, quest’ultima, convenzionalmente utilizzata per definire le notti tropicali. In 12 stazioni, invece, la temperatura minima è rimasta pari o superiore ai 30°C.
Non è andata meglio alle persone alla ricerca di refrigerio in spiaggia. Davanti alla costa di Villasimius, vicino a Cagliari, secondo i sistemi di rilevamento costiero dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), l’acqua ha quasi superato i 31°C. Preoccupante la situazione anche nell’Area Marina Protetta (AMP) dell’Isola dell’Asinara, nell’Area Marina Protetta (AMP) di Capo Carbonara e nell’Area Marina Protetta (AMP) di Tavolara con possibili effetti devastanti sulla biodiversità.


