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Farmaci illegali e pericolosi, sequestrati a Malpensa 11.400 prodotti

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Nel corso dei controlli doganali svolti dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in tre mesi sono stati sequestrati diversi prodotti farmaceutici e chimici non autorizzati o pericolosi per la salute. Ecco di quali si tratta.

Ben 11.400 farmaci e altri prodotti chimici, illegali o pericolosi per la salute, sequestrati nel giro di tre mesi dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nell’aeroporto di Malpensa. Grazie all’intensificazione dei controlli alla frontiera doganale, infatti, è stato possibile evitare l’immissione in commercio sul territorio italiano di farmaci e composti chimici privi di ogni genere di autorizzazione.

Oltre all’ingente numero di prodotti, sono stati sequestrati anche più di quindici litri di un potente insetticida, illegale e pericoloso per l’ambiente e per la salute poiché contenente un composto, il Diclorvos, che viene utilizzato contro le infestazioni da cimici dei letti e altri parassiti, ma che l’Unione europea ha messo al bando dal 2013. Il motivo è che l’inalazione, l’ingestione e anche il solo contatto cutaneo possono causare sintomi che vanno dal malessere generale e l’irritazione oculare fino a difficoltà respiratorie e disfunzioni neurologiche e neuromuscolari, anche gravi.

Tra i farmaci posti sotto sequestro, molti dei quali non commercializzati in Italia e non conformi alle normative sanitarie vigenti, ci sono prodotti dietetici, di contrasto alla disfunzione erettile e per trattamenti estetici, questi ultimi probabilmente da effettuare in clandestinità. L’attività investigativa si trova ancora nella fase delle indagini preliminari, ma il lavoro svolto negli ultimi mesi presso l’aeroporto di Malpensa ha consentito di evitare la circolazione, in Italia, di farmaci illegali e molto pericolosi, ma anche contenenti percentuali di principio attivo diverse da quelle consentite in Italia e nell’Unione europea. I controlli, quindi, hanno permesso non solo di tutelare gli interessi erariali dello Stato, ma anche e soprattutto di proteggere la salute pubblica.

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