Le parole della presidente del Consiglio dal palco di Bari sulle politiche energetiche: “Dopo 40 anni abbiamo riaperto la strada del nucleare, non ha senso comprare il petrolio in Qatar se ce l’abbiamo in Basilicata. Non neghiamo il cambiamento climatico, ma le idiozie con cui la sinistra ci dice di combatterlo”.
Il governo Meloni è diventato ufficialmente il più longevo della storia repubblicana e la presidente del Consiglio, dal palco di Bari, ha festeggiato con il suo popolo. Lo ha fatto rivendicando i principali risultati dell’Esecutivo, sul fronte interno come in politica estera, passando per la politica economica. Mentre festeggiava il record di longevità del suo governo, però, Giorgia Meloni ha deciso di rivendicare anche la propria politica energetica, ricordando il disegno di legge delega sul nucleare che a breve sarà votato dal Senato dopo l’approvazione della Camera, ma annunciando anche nuove trivellazioni per il petrolio in Basilicata.
Giorgia Meloni, attaccando implicitamente le linee del Green Deal ma sottolineando di non essere una negazionista del cambiamento climatico, ha deciso di ribadire il ricorso ad una fonte fossile come il petrolio, da estrarre nei mari italiani e in Basilicata. “Non ha senso andare a comprare il petrolio in Qatar se ce l’abbiamo in Basilicata“, le parole della presidente del Consiglio.
Al di là degli effetti che il ricorso continuo ai combustibili fossili ha sulla crisi climatica, i dati della Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica indicano che l’Italia, secondo le stime più recenti, ha 42 miliardi di metri cubi di riserve di gas e 82 milioni di tonnellate di petrolio. Riserve che possono soddisfare, rispettivamente, il fabbisogno nazionale per otto e quindici mesi di tempo.
Sul nucleare, poi, vanno considerati i tempi tecnici per l’implementazione e la messa in funzione dei reattori modulari, che nelle previsioni più ottimistiche vedono stime variabili tra i dieci e i 15 anni. Una soluzione non proprio immediata di fronte alla necessità, sempre più pressante, della decarbonizzazione e dell’abbattimento dei costi dell’energia. E intanto, l’Italia continua a perdere le opportunità fornite dalle rinnovabili per l’assenza di sistemi di accumulo e di reti di distribuzione adeguate. Nel solo 2025, senza i necessari investimenti sulla rete, sono stati persi 800 GWh di energia rinnovabile, in grado di alimentare una città di circa 300 mila abitanti, che però è stata comunque pagata essendo andata a carico del sistema.


