Crisi climatica, gli abissi dei mari italiani sono bollenti

Crisi climatica, gli abissi dei mari italiani sono bollenti

Tabella dei Contenuti

Secondo Greenpeace Italia, gli abissi dei mari italiani sfiorano i 25°C con conseguenze catastrofiche per la biodiversità.

La crisi climatica sta facendo bollire i mari italiani. A lanciare l’allarme, l’ennesimo ma stavolta davvero preoccupante, è il rapporto “Mare Caldo di Greenpeace Italia dopo l’analisi dei dati raccolti nel 2025 in 14 stazioni di monitoraggio del Belpaese. In alcune aree, Copernicus Climate Change Service (C3S) segnala oltre 200 giorni di ondate di calore marino con conseguenze devastanti per la biodiversità. Stessa tendenza scoperta dai termometri subacquei degli ecologisti.

Il caso più preoccupante nell’Area Marina Protetta (AMP) dell’Isola dell’Asinara, in Sardegna, tra maggio e luglio 2025, con una temperatura superficiale dell’acqua pari a +3,5°C sopra la soglia climatologica. Anomalie simili nell’Area Marina Protetta (AMP) di Capo Carbonara e nell’Area Marina Protetta (AMP) di Tavolara, sempre in Sardegna, con +3,46°C sopra la soglia climatologica. Valori inferiori, ma pur sempre preoccupanti, in Sicilia, sia nell’Area Marina Protetta (AMP) di Capo Milazzo (+2,94°C) sia nell’Area Marina Protetta (AMP) del Plemmirio (+2,71°C).

Un caldo eccezionale che, pian piano, scende negli abissi. Qui, non a caso, tra i 30 e i 40 metri di profondità, i termometri subacquei raggiungono i 25°C. Tra i danni già visibili, la necrosi delle gorgonie, lo sbiancamento dei coralli e l’aumento delle specie animali e vegetali aliene.

Proprio per questo ancora una volta Greenpeace Italia ribadisce l’urgenza di rafforzare la tutela del mar Mediterraneo, soprattutto attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Greenpeace Italia (@greenpeace_ita)

Pubblicità
Articoli Correlati