In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Investimenti sostenibili, 448 milioni per la transizione; 2) Passaporto digitale di prodotto, origine e impatto di ciò che compriamo; 3) Idrogeno rinnovabile, incentivi per 400 milioni all’anno; 4) Auto elettriche, il mercato frena senza gli incentivi
In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Investimenti sostenibili, 448 milioni per la transizione: E’ stato firmato il decreto che definisce modalità e termini per accedere agli incentivi di “Investimenti sostenibili 4.0”. La misura mette a disposizione 448 milioni di euro per sostenere programmi di investimento innovativi, tecnologici e sostenibili delle micro, piccole e medie imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Il 25% delle risorse è riservato alle micro e piccole imprese. Le domande potranno essere precompilate dal 10 settembre sulla piattaforma di Invitalia, mentre lo sportello per la presentazione delle istanze aprirà il 6 ottobre. Gli incentivi sostengono la trasformazione digitale e tecnologica dei processi produttivi attraverso le tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Saranno valorizzati i progetti dedicati all’economia circolare, all’efficienza energetica, con una riduzione dei consumi di almeno il 5%, e all’innovazione dei processi produttivi. Sono ammissibili spese per macchinari, impianti, attrezzature, software, licenze, certificazioni ambientali, opere murarie e consulenze specialistiche ed energetiche. Gli investimenti devono essere compresi tra 750 mila e 5 milioni di euro.
2) Passaporto digitale di prodotto, origine e impatto di ciò che compriamo: Sapere da dove arriva una batteria, di quali materiali è fatto un capo di abbigliamento, se un oggetto può essere riparato o come va smaltito. Presto basterà inquadrare un QR code per conoscere queste caratteristiche e molto altro su vestiti, mobili o smartphone, grazie al Passaporto Digitale di Prodotto(DPP) Introdotto dal Regolamento Ecodesign per Prodotti Sostenibili (ESPR), lo stesso che contiene misure come il divieto per le aziende di distruggere abiti invenduti entrato in vigore lo scorso 19 luglio, il Passaporto Digitale di Prodotto rappresenta una vera e propria carta d’identità digitale del prodotto, accessibile tramite un identificativo univoco. Contiene informazioni dettagliate sul ciclo di vita del prodotto: composizione, sostenibilità, prestazioni e riciclabilità. L’obiettivo è promuovere trasparenza, tracciabilità e circolarità lungo tutta la filiera, offrendo a consumatori, aziende e autorità strumenti concreti per decisioni più consapevoli. Il Passaporto Digitale di Prodotto diventa obbligatorio in modo graduale a partire da febbraio 2027, a seconda della categoria merceologica: -da febbraio 2027 batterie industriali, automobilistiche e portatili; -sempre nel 2027 sarà la volta del tessile, alluminio e pneumatici; -nel 2028 scatta l’obbligo per i mobili e nel 2029 per i materassi; -dal 2030 l’obbligo riguarderà anche giocattoli, smartphone e tablet.
3) Idrogeno rinnovabile, incentivi per 400 milioni all’anno: Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dato il via al nuovo meccanismo nazionale di sostegno alla produzione di idrogeno rinnovabile e bioidrogeno, mettendo a disposizione fino a 400 milioni di euro l’anno. La misura punta a rafforzare la filiera italiana e ad accelerare la decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti pesanti, in linea con gli obiettivi europei e nazionali di neutralità climatica al 2050. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin spiega che l’obiettivo è creare condizioni favorevoli per nuovi investimenti industriali, rafforzando sicurezza energetica e competitività. Gli incentivi riguarderanno sia l’idrogeno verde prodotto attraverso elettrolisi, sia il bioidrogeno ottenuto da biomasse, biogas o biometano. L’accesso avverrà tramite procedure pubbliche competitive, con gare almeno semestrali dal 2026 al 2029. Le graduatorie premieranno i progetti che offriranno il maggiore ribasso rispetto al prezzo massimo fissato a base d’asta, privilegiando quindi le iniziative capaci di produrre idrogeno al minor costo.
4) Auto elettriche, il mercato frena senza gli incentivi: Continua a crescere il mercato delle auto elettriche in Italia, anche se la corsa rallenta con l’esaurimento degli incentivi statali. A luglio sono state immatricolate oltre 7.300 vetture a zero emissioni, quasi il 25% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nei primi sette mesi del 2026 le immatricolazioni hanno raggiunto quasi 87 mila unità, con una crescita del 71% e una quota di mercato dell’8%, in netto aumento rispetto al 2025. A luglio, però, la quota è tornata sotto il 6%, segnale che l’effetto degli incentivi introdotti lo scorso anno si sta progressivamente esaurendo. Secondo le associazioni di settore Motus-E (associazione che promuove la mobilità elettrica) e dall’Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri), servono ora misure strutturali e una riforma della fiscalità delle auto aziendali per garantire stabilità al mercato e ridurre il divario con gli altri Paesi europei. In Francia, infatti, le auto elettriche rappresentano quasi il 30% delle vendite, mentre in Germania superano il 28%. Intanto restano protagoniste le vetture ibride, che sfiorano la metà delle immatricolazioni complessive, mentre diesel e benzina continuano a perdere terreno. Uno scenario che conferma la transizione verso una mobilità sempre più elettrificata, anche se l’Italia procede ancora a un ritmo inferiore rispetto ai principali partner europei.


