Non c’è solo la necessità di aumentare l’efficienza energetica degli edifici, ma anche il comfort e la salute. La corretta gestione della luce naturale, a cominciare dal rapporto con la necessaria quantità di ombra, incide in modo determinante sulla qualità della nostra vita negli spazi chiusi. Ed è proprio questo l’ambito centrale del progetto ‘Luce sana’, promosso dalla Società Italiana di Medicina Ambientale insieme a Griesser Italia e all’Accademia Italiana di Biofilia: ecco in cosa consiste.
Con la necessità di recepire anche in Italia la direttiva europea nota come Case Green, si parla molto di efficienza energetica degli edifici e molto meno di altri aspetti fondamentali per il benessere e la qualità della vita, a cominciare dalla salute e dal comfort. Uno degli aspetti meno considerati a livello generale, ma non per questo di minore importanza, riguarda la gestione della luce naturale nelle nostre case e in tutti gli altri spazi chiusi. Anche per questo, la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), insieme a Griesser Italia e all’Accademia Italiana di Biofilia, ha sviluppato e promosso il progetto ‘Luce sana‘, relativo ad una corretta gestione della luce e dell’ombra negli ambienti chiusi.
Una soluzione tecnologica già da tempo esistente, ad esempio, è costituita dalle schermature solari, che negli ultimi tempi sono diventate anche ‘intelligenti’, cioè controllabili da remoto. Va ricordato che la giusta combinazione tra luce ed ombra, forse non immediatamente percepibile e per questo non abbastanza considerata, può influire in modo determinante sui nostri ritmi circadiani e, quindi, su tutti gli aspetti della nostra qualità di vita.
“È un progetto che nasce su impulso di un partner industriale come Griesser, azienda storica a livello internazionale con 150 anni di storia e che in Italia è rappresentata dalla sua filiale italiana, Griesser Italia. Un progetto scritto a quattro mani con SIMA, che nasce per trovare un punto di incontro tra sostenibilità, ambiente e salute” – ha spiegato Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) – “In Italia oggi si sta approvando la EPBD IV, la normativa sulla Case Green, ed è un momento storico importante perché siamo in una fase di cambiamento climatico in cui l’Italia è particolarmente colpita, è un hotspot e lo stiamo vivendo: la stagione calda si sta allungando e sarà sempre più così nei prossimi anni. La EPBD IV prevede già, come normativa, anche il tenere presente il raffrescamento passivo degli edifici e non solo l’isolamento nei periodi invernali, ma anche di tenere in conto la salubrità del costruito e la salute delle persone che vivono e lavorano negli spazi confinati“.
“Questa conferenza stampa e questo progetto nascono proprio per dare voce anche a quella parte di economia nazionale e di interesse verso la salute e la sostenibilità, perché il risparmio energetico non può derivare solo dall’evitare di disperdere il calore, ma anche dal consumare meno energia quando fa più caldo. Considerate che l’impatto economico è già oggi importante: gli ultimi dati ci parlano di incrementi, in estate, sul valore della bolletta che va dai 250 ai 400 euro a famiglia” – ha aggiunto il presidente di SIMA – “Risparmiare energia significa anche impattare meno sull’ambiente e a ricaduta anche sulla salute umana. Il nostro appello, rivolto al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione tecnica che si sta occupando di recepire la EPBD IV, è di tenere in seria considerazione, come hanno già fatto altri Paesi europei nell’adozione di questa norma, gli aspetti del raffrescamento dove le schermature solari esterne, soprattutto quelle intelligenti, sono in grado di portare a risparmi fino al 60% in termini di riduzione della temperatura interna. Stiamo parlando di qualcosa che oggi è già utile e domani sarà assolutamente necessario“.
“L’incontro promosso questa mattina, relativo al tema della luce sana, è una iniziativa molto interessante, perché dà una lettura alle istituzioni di come la luce, sempre interpretata come la quantità di luminosità di cui abbiamo bisogno nei nostri ambienti, ha anche un aspetto qualitativo, in funzione dell’attività dell’uomo e del suo essere un essere vivente” – ha spiegato l’onorevole Alessandro Colucci, deputato di Noi Moderati, presidente dell’Intergruppo parlamentare sullo Sviluppo sostenibile e segretario di Presidenza della Camera – “Poter recepire, all’interno delle istituzioni, questa interessante lettura della realtà, che può diventare urbanistica e progettazione e che nella fase di transizione ecologica diventa non solo risparmio energetico ma anche un modo di vivere la vita in modo differente da un punto di vista qualitativo“.
“Credo che queste nozioni, che la politica ogni tanto deve ammettere di non conoscere, siano fondamentali per poter anche pensare che tipo di ruolo le istituzioni possono svolgere, in questa preziosa collaborazione pubblico-privato. Se ci sono ricerche e innovazioni, in grado di dare strumenti e letture alle istituzioni e al legislatori, credo sia importante prenderne coscienza e capire se è necessario fare qualcosa di cui le nostre norme e il nostro Paese non sono dotati” – ha aggiunto l’onorevole Colucci – “Quindi, ben volentieri ho raccolto questo invito e devo dire che nella sua concretezza e nella sua realizzazione, ha dimostrato che è una iniziativa che non deve rimanere fine a sé stessa ma deve avere un seguito, quindi ci rivedremo ancora per parlare di questi temi“.
“Per il nostro benessere, la luce sana è fondamentale e questo tema è interessante anche da una prospettiva biofilica: l’essere umano è attratto e ha bisogno di natura e la luce è uno degli elementi principali che consentono il benessere, la salute e potremmo dire anche la sopravvivenza umana. Il nostro organismo e il nostro cervello dipendono dalla luce naturale, in base a cui si regolano tutti i nostri organi. La luce naturale deve entrare attraverso l’occhio in un corretto apporto, questo regola anche il funzionamento mentale, del sistema endocrino, del sistema immunitario e chiaramente questo ha un impatto sul metabolismo, sul sonno, sulla concentrazione e sulla produttività” – ha spiegato Rita White, psicologa clinica e ambientale e presidente dell’Accademia Italiana di Biofilia – “È importantissimo però dire che, da una prospettiva biofilica, legata quindi al mondo della natura, quando parliamo di luce naturale parliamo di una giusta armonia tra luce e ombra. In natura non vi è solo la luce che prevale nell’ecosistema, ma vi è una corretta armonia tra luce e ombra che ha consentito alla nostra specie di sopravvivere, di stare bene e di prosperare fino ad oggi. Il problema sorge quando di fatto vediamo che noi spendiamo fino a 22 ore al giorno in ambienti confinati (casa, ufficio, mezzi di trasporto, palestra, ecc.), per cui molto spesso abbiamo constatato che in tali ambienti non vi è un corretto apporto di luce naturale o una corretta gestione della dinamica tra luce e ombra. Molto spesso, o vi è una privazione di luce naturale o non vi è sufficiente ombra, e questo può provocare discomfort, calore, condizioni non favorevoli al benessere indoor“.
“Ricordiamo che nei nostri spazi di vita, che ormai sono diventati veri e propri ecosistemi, vivono anche numerose piante e numerosi animali. Uno studio condotto da Censis e SIMA mostra che in Italia il 59% delle famiglie possiede almeno una pianta, ci fa capire quanto sia rilevante il dato combinato al fatto che il 54% degli italiani possiede un animale domestico” – ha aggiunto la dottoressa Rita White – “I nostri ambienti indoor sono diventati veri e propri ecosistemi dove è nostra responsabilità fornire questa luce sana, quindi questa corretta armonia di luce e ombra, anche agli altri esseri viventi che condividono con noi l’ecosistema domestico o qualsiasi altro luogo confinato. Per il riposo, il benessere, il comfort e una vita normale e serena per tutti, è fondamentale fornire a tutti un adeguato apporto di luce ma anche di ombra“.
“Se pensiamo ai nostri edifici come degli organismi, possiamo notare che di fatto gli occhi sono le finestre. Le finestre consentono il contatto tra l’interno e l’esterno, quell’esterno di cui abbiamo bisogno e che ricerchiamo. Le finestre sono ciò che consente alla luce di entrare, ma ci proteggono anche da un eccesso di luce o permettono di oscurare l’ambiente quando vogliamo riposarci. È qui che entrano in gioco le schermature, che quindi fungono un po’ da palpebre degli occhi dei nostri edifici, ma pensiamo anche alle schermature intelligenti, che come una pupilla, in modo automatico, si autoregolano in base alle condizioni esterne” – ha concluso la presidente dell’Accademia Italiana di Biofilia – “Con le schermature intelligenti possiamo vedere le finestre come l’occhio dei nostri edifici, che automaticamente si regola per fornirci le condizioni ottimali di benessere indoor di cui tanto abbiamo bisogno“.
“Siamo un gruppo internazionale con 150 anni di storia e 100 anni in Italia, siamo molto contenti di essere qui oggi a presentare questo progetto insieme a SIMA e AIB perché pensiamo che la multidisciplinarietà dell’approccio alla schermatura solare e al benessere indoor determinato dalla luce naturale ci possa portare la comunicazione anche all’utente finale. In questo momento storico, l’efficientamento energetico degli edifici è all’attenzione delle normative, ma non lo sono altrettanto soluzioni sostenibili e di benessere dell’ambiente indoor, e poiché da più di 150 anni produciamo soluzioni sostenibili per il benessere indoor, riteniamo importante aver fatto questo progetto multidisciplinare ed essere qui oggi a presentarlo” – il punto di Davide Roveda, direttore generale di Griesser Italia – “Oggi ci troviamo in una fase nuova. C’è un cambio generazionale in atto e le nuove generazioni cercano soluzioni che migliorano la vita. Per migliorare la vita servono soluzioni sostenibili che abbiano anche una durata nel tempo, quindi questo è il momento idoneo per presentare soluzioni che permettano di avere ambienti indoor più confortevoli. È leggermente diverso da quello che accadeva in passato, dove prevaleva l’estetica o prevalevano soluzioni che distinguevano l’edificio a livello di design. Oggi invece conta molto di più una soluzione pratica che dia un beneficio di vita in ambienti indoor, dove noi trascorriamo più del 90% del nostro tempo“.
“Incontri come quello di oggi sono molto importanti perché ci aiutano ad arrivare alle persone, agli utenti finali. Da anni facciamo formazione, come azienda, agli operatori del settore, agli architetti e ai progettisti, ma ci siamo resi conto che non basta per arrivare alle persone che poi sono effettivamente coloro che devono prendere delle decisioni progettuali e, per farlo, devono essere informate” – ha spiegato Stefania Caserta, responsabile marketing di Griesser Italia – “Quindi, oggi puntiamo sulla cultura. Fare cultura non solo come impresa, ma a livello multidisciplinare, affiancandoci alla scienza e alle istituzioni“.


