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Plastica, le proposte di legge per il deposito cauzionale

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Tre diverse proposte di legge da altrettanti gruppi parlamentari alla Camera dei deputati per introdurre, anche in Italia, il deposito cauzionale. L’obiettivo è raggiungere una convergenza, assolutamente possibile, per approvare una legge e implementare il sistema entro il 2029, onde evitare una nuova procedura di infrazione europea. 

Introdurre un sistema di deposito cauzionale (deposit return system, o DRS) per il vetro ma soprattutto per la plastica in Italia è un’urgenza non più rimandabile. Oltre ai vantaggi di natura ambientale, si tratta di un tema che può rafforzare l’economia circolare nel nostro Paese ma anche un obbligo nei confronti dell’Unione europea, che impone di introdurre questo sistema entro il 2029, pena una procedura di infrazione.

I tempi sono assolutamente maturi, considerando che alla Camera ci sono già tre diverse proposte di legge da parte di tre diversi gruppi parlamentari, con primi firmatari l’onorevole Massimo Milani per Fratelli d’Italia, Silvia Roggiani per il Partito democratico e Ilaria Fontana per il Movimento 5 Stelle. Inoltre, Devis Dori, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha annunciato una mozione per accelerare i tempi e impegnare tutti i gruppi su una convergenza decisamente possibile.

Anche per questo, alla Camera dei deputati, si è tenuto un convegno che ha visto partecipare esponenti politici di maggioranza e opposizione oltre che istituzionali, esperti tecnici, attivisti e rappresentanti delle associazioni ambientaliste ma anche stakeholder, imprese, e di tutte le realtà coinvolte. Il deposito cauzionale, già attivo da tempo in gran parte dei Paesi dell’Unione europea, secondo le stime consentirebbe in Italia di aumentare la raccolta della plastica (polietilene tereftalato o PET) dal 61 al 94% e del vetro dal 76 al 95%, garantendo anche risparmi per i Comuni, su cui grava l’onere della gestione dei rifiuti.

Va ricordato che in base alla direttiva europea sulla plastica monouso, l’Italia e gli altri Paesi europei non possono aumentare la soglia di polietilene entro il 2029, mentre il regolamento europeo sugli imballaggi indica proprio nel deposito cauzionale lo strumento per raggiungere gli obiettivi comunitari. L’Italia nel 2021, con il Decreto Semplificazioni bis, aveva fissato una scadenza, poi non rispettata, arrivando già ad una procedura di infrazione. Coinvolgere la politica, i tecnici e tutte le imprese della filiera è una priorità assoluta per evitarne un’altra nei prossimi anni.

Questo sistema sarà fattibile nel momento in cui ci sarà, da una parte, una decisa volontà politica, e oggi ho visto che c’è un sistema trasversale anche tra i partiti che vanno verso questa direzione; e poi, se riusciremo a trovare il giusto equilibrio tra quelli che saranno gli accompagnamenti per i produttori e la corretta educazione sul corretto modo di realizzarlo per i cittadini” – il punto di Maria Alessandra Gallone, presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) – “Quindi, siccome il sistema della politica è riuscito a introdurre l’ambiente in Costituzione, noi speriamo che questo percorso possa avere il suo giusto compimento. È un vero e proprio tema di responsabilità quotidiana“.

Con questo convegno abbiamo acquisito che tutti coloro che si occupano di economia circolare in Italia sono assolutamente disponibili a introdurre il deposito cauzionale, come uno degli elementi che serve non solo a dare circolarità al mondo ambientale e quindi anche a fare business, ma principalmente a salvaguardare il territorio e i nostri mari, quindi fare tutela dell’ambiente. Lo abbiamo visto a 360°: la politica, sia di maggioranza che di opposizione, si è trovata attorno ad una idea, con proposte di legge e con mozioni, al fine di arrivare a determinare una legge controfirmata da tutti quanti. Sarebbe la prima volta, tra l’altro, in questa legislatura e quindi, qualora avvenisse, andrebbe salutato con entusiasmo” – ha spiegato Sergio Costa, deputato del Movimento 5 Stelle, vicepresidente della Camera ed ex ministro dell’Ambiente – “Bisogna fare presto, quindi abbiamo chiesto di calendarizzare al più presto le varie proposte di legge, fare le audizioni e chiudere il prima possibile. Lo abbiamo chiesto ovviamente ai partiti di maggioranza relativa, che hanno il pallino in mano, e ovviamente al governo. Altrimenti c’è il rischio che tra la fine di questa legislatura e l’inizio della prossima, si possa inciampare in una procedura di infrazione. E quando tutti sono d’accordo, ed è la prima volta, perché non approfittare di questo buon clima tecnico, politico e amministrativo?“.

Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha detto che probabilmente la legge sarà approvata nella prossima legislatura, è stato più cauto di me e io ovviamente proverò a spingere perché si possa arrivare ad un testo condiviso e approvato entro questa legislatura. Sull’unificazione delle varie proposte sono assolutamente ottimista, anche gli interventi degli altri deputati proponenti vanno in questa direzione. Io ritengo che il problema maggiore non sia, a questo punto, in ambito politico, ma nel mondo della filiera (produzione, riciclo, Comuni) e bisogna lavorare affinché tutti gli attori del riciclo in Italia capiscano che questa è una cosa che dobbiamo e vogliamo fare, e sulla quale ognuno può dare il suo contributo per implementare un sistema che funzioni al meglio” – il punto di Massimo Milani, deputato di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Ambiente della Camera – “Siamo stati bravi nel riciclo, siamo sicuramente tra i migliori in Europa e possiamo diventare campioni anche nel riciclo ‘spinto’, lo definirei così un sistema di deposito cauzionale. Un sistema che porta verso il riciclo spinto. Possiamo farlo sicuramente perché abbiamo capacità di dialogo e lo abbiamo dimostrato nel corso degli anni“.

Il deposito cauzionale c’è già in 19 Stati europei e ha già portato grandissimi risultati. In Italia invece oggi otto miliardi di lattine e bottigliette di plastica vengono disperse nell’ambiente e un terzo sfugge alla raccolta differenziata, perché sono quelle che ad esempio sono frutto della movida fuori dai locali, nei parchi, nelle strade e nei cestini. Per questo, il Pd, per primo, ha presentato una proposta di legge per introdurre il deposito cauzionale anche nel nostro Paese” – il commento di Silvia Roggiani, deputata del Partito democratico – “Pensiamo sia urgente per l’ambiente, per la salute e per raggiungere gli obiettivi che l’Europa ci dà. Chiediamo e auspichiamo che il collega Milani di Fratelli d’Italia e altri colleghi che hanno presentato proposte di legge analoghe facciano sì che ci sia un iter molto velocizzato. Ne abbiamo bisogno: ne ha bisogno l’Italia, ne ha bisogno l’ambiente, ne ha bisogno il comparto industriale che si occupa del riciclo della plastica“.

L’Italia è già in ritardo sul tema del deposito cauzionale e l’auspicio è che non si attenda il 2029, termine ultimo dato dall’Europa. Come Alleanza Verdi e Sinistra abbiamo depositato una mozione, che va ad affiancarsi alle proposte di legge di altri gruppi, in particolare quella del Pd che ho sottoscritto. Perché una mozione? Perché in questo modo impegniamo tutti i gruppi parlamentari ad esprimersi sul punto, è una sorta di prova di verità sia per i gruppi parlamentari che per il governo. Altrimenti, tutti si riempiono la bocca, tutti a parole dicono di essere d’accordo ma poi, alla prova dei fatti, bisogna vedere se è effettivamente così” – ha spiegato Devis Dori, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra – “Quindi, considerato che l’iter legislativo avrà tempi molto più lunghi, con la mozione di cui a brevissimo come Avs chiederemo la calendarizzazione, vogliamo davvero un impegno del governo e di tutti i gruppi parlamentari proprio per introdurre, anche in Italia, il sistema del deposito cauzionale“.

Penso che istituzioni e aziende debbano lavorare insieme per dare un valore a ciò che oggi è considerato un rifiuto. Questa sicuramente è l’azione primaria per togliere da strade e spiagge la plastica. Nel momento in cui diamo un valore, non sarà più un rifiuto e non lo troveremo più” – il punto di Luca Cheri, amministratore delegato di Acqua Sant’Anna – “Il concetto di base è come dire ‘Nessuno butterà 25 centesimi per strada e se anche qualcuno lo facesse, sarebbero sicuramente raccolti’. Nel momento in cui diamo valore a un rifiuto, questo non verrà più utilizzato e poi disperso nell’ambiente“.

Innanzitutto c’è un tema di educazione e sensibilizzazione dei cittadini sui danni causati dal littering. Ogni rifiuto che finisce nell’ambiente, attraverso i fiumi, va a finire in mare. Sono 570 mila le tonnellate di plastica che ogni anno continuano a finire nel Mediterraneo. Quindi, è vero che il nostro sistema di raccolta differenziata è buono e sta dando risultati, ma ancora non è sufficiente per poter dire che il problema si sta risolvendo” – ha spiegato Raffaella Giugni, segretaria generale di Marevivo – “Il sistema di deposito cauzionale per noi è uno strumento molto efficace, infatti Marevivo sin dall’inizio sostiene la campagna ‘A buon rendere’, perché ha dimostrato di funzionare molto bene nel resto d’Europa. È assolutamente necessario applicarlo, perché lo vediamo come una possibile soluzione. Accanto a questo, come dicevo, c’è la conoscenza, l’educazione e la consapevolezza che deve coinvolgere ognuno di noi“.

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