Plastica riciclata negli imballaggi alimentari, i rischi nel report FAO

Plastica riciclata negli imballaggi alimentari, i rischi nel report FAO

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Con l’aumento degli imballaggi alimentari in plastica riciclata, il report della FAO sottolinea la necessità di definire degli standard globali per affiancare alla sostenibilità ambientale anche la sicurezza per la salute.

Riducono gli sprechi alimentari, prolungano la durata dei cibi e sostengono la sicurezza alimentare: gli imballaggi sono fondamentali per l’attuale modello di consumo in cui snack, pasti pronti, dolci e bevande confezionati sono parte degli stili di vita contemporanei.

Il crescente utilizzo della plastica, però, sta contribuendo a un’epidemia globale di rifiuti. Tra le soluzioni per far fronte all’emergenza, oltre a ridurre – ove possibile – l’utilizzo degli imballaggi monouso, c’è il passaggio alla plastica riciclata, anche se oggi a livello globale se ne ricava meno del 10% sul totale dei rifiuti prodotti.

L’utilizzo di plastica riciclata nei materiali a contatto con gli alimenti rappresenta un vantaggio dal punto di vista ambientale, ma solleva preoccupazioni in materia di sicurezza chimica.

È quanto emerge dal rapporto “Food safety implications of recycled plastics and alternative food contact materials” pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), secondo cui il perseguimento degli obiettivi ambientali deve andare di pari passo con le preoccupazioni per la salute derivanti dalla potenziale contaminazione chimica e dalla migrazione di sostanze tra gli alimenti.

“Visto che molti degli imballaggi del food packaging sono fatti con le plastiche di riciclo, e questa è una tematica che sta crescendo, vogliamo fare in modo che queste plastiche che vanno a contatto con il cibo siano sane e sicure”, ha dichiarato Vittorio Fattori, Funzionario per la Sicurezza Alimentare FAO, coautore del report.

“Il rapporto evidenzia che se da un lato i materiali di riciclo usati come food packaging possono dare dei vantaggi dal punto di vista di sostenibilità ambientale, possono anche creare o quantomeno porre delle domande dal punto di vista di sicurezza sanitaria, e questo, per esempio, nei processi di riciclo si possono formare dei contaminanti che poi vanno a finire nel cibo. Quindi ci deve essere un sistema di regolamentazione e di valutazione scientifica che fa in modo che garantisca che i prodotti che vanno a contatto col cibo siano effettivamente sicuri. La FAO in questo rapporto fa una serie di raccomandazioni”.

“Innanzitutto tutto – ha continuato Fattori – deve cominciare da un processo di riciclo che sia ben controllato, e anche, per esempio, un sistema di pulizia e di rimozione di possibili contaminanti. Un altro tema che evidenzia come raccomandazione è quello di creare dei dati e della conoscenza su alcune delle sostanze che si possono formare in questo processo di riciclo, capire se possono migrare e, nel caso in cui possono migrare, quanto è il livello di migrazione che ha finito nel cibo. Questo ci consente di avere un’esposizione e di capire qual è il potenziale rischio per i consumatori”

Oltre a fornire raccomandazioni affinché l’utilizzo della plastica riciclata a contatto con gli alimenti sia tanto sostenibile per l’ambiente quanto sicuro per la salute, il rapporto ha l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di standard e linee guida internazionali discussi dal Codex Alimentarius.

“La FAO con rapporti tecnici come questo vuole dare un’evidenza di base scientifica che possa essere usata dai vari Paesi membri per poi sviluppare le proprie norme e le proprie regolamentazioni. In questo settore abbiamo notato che c’è un approccio normativo che varia molto da Paese a Paese e quindi può essere importante a livello internazionale avere una armonizzazione di approcci”, ha aggiunto Fattori. “Questo può avvenire a livello del Codex Alimentarius che è l’organismo delle Nazioni Unite, è un organismo della FAO e dell’OMS che fa gli standard internazionali per la sicurezza alimentare da un lato proteggendo la salute del consumatore e dall’altro facilitando il commercio internazionale”.

Foto di copertina © FAO/Alessio Romenzi
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