Prodotti per igiene e pulizia, nel 98% dei casi contengono sostanze chimiche non dichiarate

Prodotti per igiene e pulizia, nel 98% dei casi contengono sostanze chimiche non dichiarate

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Interferenti endocrini nei prodotti per l’igiene personale e la cura della casa: nel 98% dei casi sono presenti parabeni, bisfenoli e ftalati non dichiarati in etichetta.

Bisfenoli, ftalati e parabeni sono ampiamente utilizzati nei processi industriali e nel 98% dei prodotti per l’igiene personale e della casa sono presenti ma non dichiarati in etichetta.

Queste sostanze chimiche sono classificate come interferenti endocrini, ovvero sono in grado di alterare il sistema ormonale dell’uomo causando problemi di salute come infertilità, tumori, obesità e disturbi metabolici. A rivelare la loro presenza in shampoo, dentifrici, detergenti per il corpo, oli, creme solari, prodotti per la cura del bambino e per la pulizia della casa è lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Environment & Health.

L’analisi su 113 articoli appartenenti a 12 categorie legate alla cura personale e della casa ha rilevato che in quasi tutti i prodotti era presente almeno una delle sostanze chimiche non dichiarata sull’etichetta con rischi per la salute noti o sospetti. Un prodotto su quattro, invece, conteneva una sostanza che contraddiceva le affermazioni sulla confezione, inclusi i prodotti “senza ftalati”, che in realtà li contenevano.

In media, ogni prodotto conteneva 51 sostanze chimiche rilevate, oltre tre volte la media di 16 ingredienti elencati in etichetta.

“Abbiamo trovato sostanze chimiche nocive non dichiarate in prodotti che si dichiaravano privi di tali sostanze”, ha affermato Jenna Hua, autrice senior dello studio e fondatrice del Million Marker Research Institute. “Ciò significa che è possibile leggere attentamente gli elenchi degli ingredienti, scegliere prodotti ‘puliti’ e ritrovarsi comunque esposti proprio alle sostanze chimiche che si cercava di evitare. L’etichetta non può proteggervi se non indica cosa c’è realmente nel flacone.”

Nell’Unione europea, a partire dal 2006 è stato adottato il programma REACH (Regulation, Evaluation, Authorization and Restriction of Chemicals) per tutelare la salute umana e l’ambiente dai rischi delle sostanze chimiche. Questo sistema ha portato a restrizioni e regolamenti su migliaia di composti. Il Regolamento europeo 2026/78, inoltre, ha aggiornato le regole estendendo il divieto di alcune sostanze chimiche ai prodotti per la cura della persona individuati come potenzialmente nocivi.

Regolamentare le sostanze tossiche nei beni di consumo è diventato un aspetto sempre più importante per la tutela della salute e dell’ambiente, ma i risultati dello studio hanno sottolineato la necessità di effettuare test completi nell’ambito di queste politiche per garantire maggior sicurezza ai consumatori.

Nonostante gli obblighi internazionali, infatti, oggi l’etichetta non rivela ancora tutto ciò che contiene un prodotto, né i possibili effetti nocivi delle sostanze chimiche “nascoste” nei flaconi.

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