Rapporto MobilitAria 2026, Italia ancora lontana dagli obiettivi di mobilità sostenibile

Rapporto MobilitAria 2026, Italia ancora lontana dagli obiettivi di mobilità sostenibile

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Qual è il divario tra l’attuale situazione delle città metropolitane e gli obiettivi di mobilità sostenibile al 2030? Il rapporto MobilitAria 2026 mostra un’Italia ancora lontana dai target di decarbonizzazione fissati dall’Ue, seppur con lievi miglioramenti della qualità dell’aria.

La qualità dell’aria è in miglioramento, ma la mobilità sostenibile resta una sfida aperta e l’Italia è ancora lontana dai target dell’Unione europea, con un’eccessiva dipendenza dall’auto privata.

Questa è la fotografia scattata dal 9° Rapporto MobilitAria 2026, realizzato dal gruppo di lavoro ‘Mobilità sostenibile’ di Kyoto Club e dal Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR – Dssta).

L’analisi è stata effettuata su 14 città italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia) nel 2025 per misurare il divario rispetto agli obiettivi europei di decarbonizzazione e mobilità sostenibile.

Secondo il rapporto, l’Italia conferma uno dei più alti tassi di motorizzazione d’Europa, con percentuali che salgono nel Mezzogiorno e nelle Isole.

Mentre l’auto privata continua a dominare la mobilità urbana, persistono i ritardi nello sviluppo del trasporto pubblico, delle piste ciclabili e della mobilità elettrica. Le differenze emergono anche tra le città del Centro-Nord – che mostrano modelli più sostenibili – e del Sud, dove la carenza di alternative incrementa la dipendenza dall’automobile.

Rapporto MobilitAria 2026
Rapporto MobilitAria 2026

Lievi miglioramenti sul fronte della qualità dell’aria, specialmente per i livelli di NO2 (biossido di azoto) e PM10, anche se per quest’ultimo persistono criticità legate ai superamenti della soglia giornaliera. Per quasi tutte le città interessate, ogni inquinante preso in considerazione dal rapporto è ancora oltre gli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che saranno fissati come limiti dall’Unione europea dal 2030.

Le sfide da affrontare per una transizione verso una mobilità più sostenibile riguardano l’inversione di rotta della lunga stagnazione del trasporto pubblico locale e delle reti ferroviarie, ma anche l’incremento del sistema “Città 30” e l’estensione delle zone a traffico limitato (ZTL) e a basse emissioni. Inoltre, secondo il rapporto serve sviluppare la logistica urbana sostenibile, elettrificare il trasporto pubblico e privato e adottare misure per contrastare la cosiddetta “povertà dei trasporti”.

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