L’attore comico Martufello, in occasione di una sua ospitata a Chianciano Terme, ha raccontato un po’ di sè a TeleAmbiente. Un artista che da 50 anni, tra televisione e teatro, con una satira di costume ispirata dalla sua quotidianità, fa ridere generazioni.
Martufello, icona della comicità italiana, è stato ospite del Festival della Canzone d’amore di Chianciano Terme.
L’artista originario di Sezze, in provincia di Frosinone, è intervenuto ai microfoni di TeleAmbiente
“La comicità è cambiata, ma per quanto mi riguarda, no – ha esordito Martufello – io sono sempre quello che pensa che l’Italia è formata al 70% dai 45 enni /50enni in su, il resto poi se lo dividono web, social, ecc. Quindi il 70% è quello che vince sempre e io sono rimasto il Martufello di sempre, mi piace far ridere la gente, ci riesco e sto bene”.
Si è sentito schiavo del ‘Di più, nin zo’ ?
“Assolutamente no – ha detto il comico – pensa a quando non ci sarà più? La mia carriera è andata molto oltre ‘Di più, nin zo’ “.
Partecipazioni in tv, il Bagaglino e tanto altro
“Per me – ha raccontato Martufello – sono stati 33 anni di televisione a livello internazionale in prima serata, con milioni di telespettatori: 15, 12, 14 milioni di ascolto. Oggi quando fanno 3milioni di ascolto ne parlano i tg per 25 giorni, noi facevamo tutti quegli ascolti e ci stavamo zitti”.
Quel tipo di comicità, la sua e quella di tutti quelli che sono passati su quel palco, funzionerebbe anche oggi?
“Certo che funziona, c’è quel ‘famoso’ 70%, il cabaret è morto e la politica fa troppo ridere, però la gente si divertirebbe ancora, allora però c’erano degli uomini politici che erano importanti, erano grandi statisti, oggi non lo so”, ha aggiunto l’artista.
Forse c’è più volgarità oggi, anche gratuita
“È cambiato un po’ tutto – ha continuato Martufello – è cambiata la classe politica. Prima c’erano i vari Craxi, Andreotti, Fanfani, Berlinguer, Almirante, tutta gente di un certo livello. Non so se i politici di oggi li possiamo paragonare”.
C’è stata mai la censura?
“No nel modo più categorico – ha affermato l’attore – molti di loro venivano anche al Bagaglino a vedere gli spettacoli televisivi e teatrali, per vedersi imitare”.

Martufello ed il futuro
“Nel mio futuro c’è sempre lo spettacolo – ha proseguito – perché io porto in giro la mia passione, io ho passione fare questo mestiere, quindi mi diverto. Mi manca la tv di un tempo, mi manca il Bagaglino, mi mancano tante cose, però l’importante è che siamo sempre qua”.
Zelig, Colorado?
“Io non li ho mai fatti perché facevo il Bagaglino, quindi non potevo fare né Zelig né Colorado, so che li fanno. Non ho mai pensato di partecipare – ha raccontato Martufello – perché è come con le donne, amico mio. Io ho paura che le donne mi dicano di sì, poi mi mettono in un mare di guai, perché non mi ricordo niente”.
“Io faccio una satira di costume – ha spiegato – una comicità alla portata di tutti. Per fare la satira politica ci vogliono quelli che la sanno scrivere bene, quelli che ti sanno dire che cosa vuol dire quello o l’altro. Se quando faccio una battuta su Conte, su quello o su quell’altro, mi chiedono perché ho detto così, io non saprei rispondere. Io so fare la battuta, ma non il resto”.
Cinquant’anni di carriera, c’è qualcosa che non rifarebbe?
“Rifarei tutto, tutto, tutto – ha detto ancora Martufello sempre a TeleAmbiente – specialmente le spese che ho fatto. Io ho vissuto bene veramente, io me la sono goduta, ma me la sono goduta alla grande”.
Il messaggio che possiamo lanciare: godiamoci la vita finché è possibile
“Si dice che si vive una volta sola – ha concluso l’attore – ma non è vero, si muore una volta sola, ma si vive tutti i giorni e quindi dobbiamo vivere bene, dobbiamo cercare sempre di sorridere. Un giorno passato senza un sorriso per me, è un giorno perso. Di più, nin zo’”.


