Partiti i lavori per il termovalorizzatore di Roma. Ignazio Marino (Verdi/ALE) a TeleAmbiente “È una follia come dimostra l’esempio di Copenaghen che dal 2028 verrà gradualmente smantellato”
Sono partiti i lavori per la costruzione del termovalorizzatore di Roma a Santa Palomba, alle porte di Pomezia nella periferia sud della città. La fine dei lavori è prevista per settembre 2029, mentre la prima consegna di rifiuti è prevista per novembre 2029. Un investimento da un miliardo di euro per l’impianto che tratterà 600mila tonnellate di rifiuti indifferenziati e non riciclabili.
“Con il termovalorizzatore la Capitale non dipenderà più da discariche o da impianti situati altrove, in Italia e all’estero. – ha dichiarato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri presente all’apertura del cantiere – Quello che realizzeremo a Santa Palomba sarà un impianto ultra sicuro, non inquinante. Il livello di inquinamento che produce è comunque minore rispetto a una qualsiasi strada trafficata di Roma”.
Di tutt’altro parere è Ignazio Marino, eurodeputato Verdi/Alleanza libera europea, già sindaco di Roma, che ha commentato la notizia ai microfoni di TeleAmbiente nel corso dell’Ecofuturo Festival, in programma fino al 16 maggio alla Città dell’Altra Economia di Roma.
“È una follia, perché mettere oggi una macchina che produce 600mila tonnellate di anidride carbonica prendendo come esempio quella che esiste a Copenaghen dove è stato deciso che dal 2028 verrà gradualmente smantellata, dimostra che questa è una strategia assolutamente superata e dannosa. – afferma Ignazio Marino – Fa sorridere anche la conclusione del sindaco commissario nella lettera che ha inviato pochi giorni fa all’ Europa alla domanda sulla salute. Gualtieri conclude così la lettera: ‘No, questo tema della salute non lo avevamo preso in considerazione ma lo studieremo e tra qualche anno vi sapremo dire quante persone in più si sono ammalate'”.
Presente all’Ecofuturo Festival anche Francesco Girardi, amministratore di Scapigliato – La Fabbrica del Futuro, il progetto per riciclare i rifiuti del passato, creando una “discarica 2.0”.
Anche Girardi si è espresso sul termovalorizzatore affermando che “l’Italia è leader per l’economia circolare in Europa, e mai ci saremmo aspettati che Roma, la capitale di questo Stato, proponesse nel 2026 l’incenerimento di rifiuti in grandi impianti. Questo significa anche incenerire tutte le opportunità, i nuovi posti di lavoro che discendono da una raccolta differenziata fatta bene. Spero in un ripensamento e che quegli stessi investimenti possano essere calati in tanti impianti dell’economia circolare e nel potenziamento delle raccolte differenziate a Roma, nei singoli municipi con le Ama di Municipio – quindi una gestione controllata da 14 amministratori, tecnici e non da una sola Ama. Ecco, questo è il mio auspicio per Roma: economia circolare e non smaltimento di rifiuti, incenerendoli”.


