Nuova puntata di EcoAgenda, l’informazione ambientale della settimana. Ospite Sergio Ferraris, direttore QualEnergia.
Nonostante il cambiamento climatico sia ormai parte della quotidianità, la sua presenza nei programmi elettorali è in calo. Secondo i dati dell’ONU, il pianeta ha raggiunto un punto di non ritorno. Ciononostante, la politica ignora la questione e non lavora per prevenire le future crisi che saranno più frequenti e imprevedibili. Ospite della nuova puntata di EcoAgenda è Sergio Ferraris, direttore di QualEnergia.
“Oggi è tutto cambiato. – dice Sergio Ferraris – Donald Trump ha riportato gli Stati Uniti fuori dall’accordo di Parigi e ha avviato una politica favorevole alle fonti fossili ai massimi livelli, con un attacco al clima e alle rinnovabili. In Germania, con Alternative für Deutschland (Afd), la situazione è ancora più esplicita: nel programma elettorale il partito di estrema destra afferma di voler uscire dall’accordo di Parigi, respinge il Green Deal europeo, contesta la politica di riduzione delle emissioni, vuole eliminare totalmente il prezzo della CO₂ e prolungare l’utilizzo del carbone.”
“Non siamo davanti a una semplice alternativa per la politica energetica, – ha continuato il direttore di QualEnergia – ma sta cambiando il significato politico attribuito al clima, che viene trasformato da problema scientifico-ambientale in una questione identitaria e politica, specialmente da parte della destra.”
“L’agosto 2026, secondo i dati dell’osservatorio Copernicus, è uno dei mesi di agosto più caldi mai registrati, con un aumento di 1,65 °C: un dato che supera ampiamente la soglia di 1,5 °C prevista dall’accordo di Parigi. In Europa abbiamo avuto incendi, siccità, temperature estreme e una serie di ondate di calore. Siamo alla resa dei conti. Il punto politico centrale è: il cambiamento climatico potrà anche scomparire dai programmi elettorali, ma non dalla realtà.” – ha concluso Sergio Ferraris.
Stefano Zago, direttore responsabile di TeleAmbiente, ha continuato: “La politica è uno scontro fra due grandi coalizioni: conservatori e progressisti democratici. La realtà, però, mira ad altro. I conservatori puntano a mantenere lo status quo per credere nella crescita economica, che non dura a lungo termine. I progressisti, invece, puntano a far sì che la transizione ecologica sia un fatto puramente burocratico.”
“La Cina sta investendo oltre mille miliardi di dollari per il fotovoltaico, installando oltre 300 GW di potenza nel 2025, e nell’eolico oltre 100GW. Questi dati sono più alti di tutte le istallazioni degli altri Paesi messi insieme. E mentre l’Europa va verso la deriva il resto del mondo va avanti.”
“Le democrazie, specialmente quella italiana, – prosegue Zago – buttano soldi per le emergenze per un tornaconto elettorale o a breve termine, mentre non riescono a puntare a un domani diverso. TeleAmbiente chiede che gli investimenti abbiano un obiettivo mirato, come per esempio l’educazione, perché le nuove generazioni devono essere educate a poter gestire l’IA e quello che verrà.”
“Ad oggi abbiamo un’istruzione che scende di livello, mentre aumentano le guerre e accettiamo soprusi senza grandi manifestazioni. Ci stanno rubando il futuro e se, specialmente i giovani, non avranno delle linee guida ci troveremo con grandi disuguaglianze e un’infelicità generale. L’Europa rischierà di rimanere l’ultimo dei grandi poli geopolitici rispetto alla Cina e all’America.”
“EcoAgenda – L’informazione ambientale della settimana” è in onda ogni sabato alle 21:00, su TeleAmbiente. Canale 18, in Lazio e Umbria, canale 221 delle Smart Tv in tutta Italia, e in streaming su www.teleambiente.it


