Secondo una nuova ricerca Ipsos-Doxa per Fondazione Capellino, il 75% dei cittadini italiani, al di là dello schieramento politico di appartenenza, vuole l’abolizione o la riduzione della caccia.
Mentre il disegno di legge (ddl) per riformare la caccia in Italia continua la sua corsa per l’approvazione finale, il 75% dei cittadini residenti nello Stivale vuole la riduzione o, meglio, l’abolizione dell’attività venatoria. A sostenerlo è una nuova ricerca Ipsos-Doxa per Fondazione Capellino realizzata su un campione di 7.002 nostri connazionali maggiorenni tra il 28 luglio e il 4 agosto 2026.
Il dato più significativo, però, è un altro: la richiesta di una maggiore tutela della biodiversità non arriva da elettori di questo o di quell’altro schieramento politico, bensì da persone accomunate dall’amore per gli animali. Tradotto: anche diversi sostenitori del Governo Meloni non condividono la Riforma della Legge numero 157 dell’11 febbraio 1992.
Ed ecco perché il 91% dei cittadini italiani, sempre secondo l’indagine, vuole mantenere al limite la normativa vigente senza ulteriori stravolgimenti. Di parere opposto, invece, il 3% dei soggetti intervistati favorevoli alle nuove disposizioni per incentivare ancora di più l’utilizzo delle doppiette.
Eppure, secondo l’82% dei nostri connazionali, nelle aree rurali la caccia rappresenta una minaccia soprattutto durante escursioni e passeggiate. Da qui, a detta del 53% delle persone, la richiesta di un turismo naturalistico lento capace di creare benessere, salute e lavoro. Luoghi che, tra l’altro, in un periodo storico segnato dall’avvento dell’Intelligenza Artificiale (AI), possono sviluppare nuove professioni ecofriendly.
“Questa ricerca ci dice che nel Paese è maturato un modo diverso di guardare alla natura, alla fauna selvatica e al futuro dei territori. Un cambiamento che attraversa le appartenenze politiche e che la politica non può più considerare marginale“, dichiara Pier Giovanni Capellino, Fondatore e Presidente di Fondazione Capellino.


