Riforma della caccia, Licia Colò: "Anche se passa, la aboliremo con un referendum"

Riforma della caccia, Licia Colò: “Anche se passa, la aboliremo con un referendum”

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Continuano le polemiche sul disegno di legge (ddl) per riformare la caccia in Italia. Colò: “Un provvedimento che rischia di alimentare un clima di violenza già molto alto soprattutto tra i giovanissimi”.

Fare passare il disegno di legge (ddl) sulla caccia rischia di alimentare un clima di violenza già molto alto soprattutto tra i giovanissimi”. Così, al quotidiano online “Repubblica Green & Blue”, la conduttrice televisiva Licia Colò sulla Riforma della Legge numero 157 dell’11 febbraio 1992. Secondo la divulgatrice scientifica, il provvedimento già approvato dal Senato della Repubblica e ora all’esame della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, nonostante i dubbi del Quirinale e della Commissione Europea, potrebbe incrementare il commercio delle armi. Da qui l’appello del volto di “Eden – Un pianeta da salvare” agli stessi amanti dell’attività venatoria: “Godetevi la vittoria, perché aboliremo la caccia con un referendum”.

Tra i punti più controversi del disegno di legge (ddl) voluto dal Governo Meloni, l’aumento delle specie animali abbattibili senza basi scientifiche, la trasformazione di alcuni scrigni di biodiversità in aree sporche di sangue e l’utilizzo delle doppiette in territori demaniali, dai parchi alle spiagge, anche in ore notturne, con seri rischi per la sicurezza di ciclisti, escursionisti e villeggianti. “Ovviamente d’estate non si sparerà sul bagnasciuga, quando la gente va a prendere il sole. Non è questo il punto. Non si deve sparare, perché non si uccide un essere vivente nel suo ambiente. Manca la cultura del rispetto della vita”, sottolinea Colò. Fondamentale, oggi più che mai, dunque, almeno secondo la presentatrice, il ruolo dei personaggi pubblici, tutti, per sensibilizzare sui temi ambientali.

 

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Intanto, la petizione del WWF Italia per abolire la caccia in Italia supera le 410.000 firme. Ancora poche sottoscrizioni per raggiungere quota 500.000, così da indire un referendum abrogativo su uno dei temi più divisivi del mondo.

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