Non lo scopriamo di certo adesso che la plastica non si trova soltanto nell’ambiente e nel mare. Purtroppo la inaliamo e assimiliamo attraversi gli alimenti. A dimostrarlo sono diversi studi, alcuni tra i più importanti sono italiani.
Plastica ovunque, nei polmoni, nel sangue umano, nelle urine e persino nella placenta. Davvero un “Mal di Plastica”, come racconta il reportage andato in onda il 13 marzo nella puntata del programma di rai3 Presa Diretta, condotto da Riccardo Iacono.
Ma noi ne parliamo già da tempo. Enormi quantità di rifiuti di plastica vengono scaricate nell’ambiente, dalla vetta dell’Everest agli oceani più profondi. Ma queste minuscole particelle finiscano anche negli alimenti che consumiamo.
Sono state rilevate per la prima volta anche nel sangue umano, come affermo un recente studio del 2022 secondo il quale sono state ritrovate nell’80% delle persone testate.
Ma non è tutto. Precedentemente, un altro studio tutto italiano, ha dimostrato la presenza di microplastiche nella placenta umana. Lo studio, che ha destato un enorme interesse internazionale, è stato guidato da Antonio Ragusa, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Fatebenefratelli, Isola Tiberina di Roma.
E ancora un altro studio italiano pubblicato sulla rivista “Toxics”, ha analizzato campioni di urine di sei donatori sani, uomini e donne, e sono stati identificati 7 frammenti identificati chimicamente come polipropilene, imateriali più utilizzati comunemente.
Ma non solo attraverso il cibo, le microplastiche vengono anche inalate. Secondo un altro studio, una singola asciugatrice potrebbe essere responsabile del rilascio nell’aria di 120 milioni di microfibre di plastica ogni anno.
Le asciugatrici a tamburo sono una delle principali fonti di inquinamento da microfibra nell’atmosfera.


