Nel 2022, in Italia, sono stati importati 358 milioni di chili di grano dall’Ucraina, in aumento del 193% rispetto al 2021.
Dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al 2022, è emerso, che le importazioni in Italia di grano proveniente dall’ Ucraina, sono praticamente triplicate nell’ultimo anno, per un quantitativo pari a 358 milioni di chili, in aumento del 193% rispetto all’ anno precedente.
Lo studio è stato fatto in riferimento alla discussione in atto sulla necessità di erogare sostegni agli agricoltori europei che hanno subito ingenti perdite per il crollo delle quotazioni, a causa del quale Polonia, Ungheria e Slovacchia hanno deciso di fermarne l’import, nonostante le osservazioni della Commissione Europea.
Sul mercato europeo sono in atto evidenti distorsioni commerciali nel settore dei cereali favorite dall’afflusso di grano ucraino, che avrebbe dovuto essere invece destinato a fronteggiare il pericolo carestia del Nord Africa e dell’Asia.
La precisazione di Coldiretti: “La realtà è però diversa e sono in atto speculazioni al ribasso, che in Italia, hanno portato al crollo delle quotazioni del grano nazionale del 30% nell’ultimo anno, su valori che sono scesi ad appena 28 centesimi al chilo”.
Uno studio ci dice che attraverso manovre speculative sui prezzi nel commercio di cereali e semi di soia, i 10 più grandi hedge funds del mondo hanno realizzato 1,9 miliardi di dollari di profitti.
“L’azione degli Hedge fund – ha spiegato la Coldiretti – ha creato, prima una bolla speculativa facendo rialzare i prezzi dei prodotti agricoli, rendendoli inaccessibili alle popolazioni più povere del mondo e poi, anche a seguito dei rallentamenti del trasporto via mare, ha inondato via treno l’Unione Europea di prodotti di bassa qualità. Anche in Italia è così partita una spirale al ribasso che ha portato al crollo delle quotazioni del grano nazionale”.
Secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Centro Studi Divulga, dopo l’accordo, solo il 55% dei prodotti agricoli partiti dall’Ucraina, da agosto 2022 a febbraio 2023, hanno raggiunto i Paesi in via di sviluppo, come quelli del Nord Africa e dell’Asia.
“La Cina con ben 5,2 milioni di tonnellate di prodotti agricoli tra grano, mais e olio di semi di girasole, pari al 21,5% sul totale, è il Paese – ha concluso la Coldiretti – che ha beneficiato di più dell’accordo. La Spagna con 4,1 milioni di tonnellate di prodotti e la Turchia con 2,7 milioni, salgono comunque sul podio, ma l’Italia con 1,76 milioni di tonnellate si colloca al quarto posto”.


