Diverse associazioni ambientaliste hanno presentato una proposta di legge per estendere a tutta Italia il limite di velocità a 30 km/h nelle strane urbane
Presto l’Italia potrebbe diventare interamente una zona a 30 km/h. Lo scorso weekend, infatti, è stata presentata la proposta di legge che vuole estendere il limite massimo di velocità a 30 km/h a tutte le strade urbane di tutti i comuni italiani.
Una decisione, quella di abbassare il limita a 30 km/h ed entrare nel club delle “Città 30” che è stata già presa da alcune città italiane (Olbia prima tra tutte, ma anche Bologna e Milano) e che ha delle ripercussioni positive sia in termini di sicurezza stradale che di diminuzione del traffico e quindi delle emissioni di carbonio legate alla mobilità.
A presentare la proposta di legge sono state diverse associazioni ambientaliste – Legambiente, FIAB, Salvaiciclisti, Kyoto Club, Amodo, Clean Cities, Asvis, Fondazione Michele Scarponi – ed è stata redatta sotto la supervisione di Andrea Colombo, ex Assessore alla mobilità del comune di Bologna ed esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale.
Città 30, cosa prevede la proposta di legge
La proposta di legge prevede l’applicazione del limite massimo di velocità di 30 km/h su tutte le strade urbane salvo quelle a scorrimento veloce; l’adeguamento delle infrastrutture per il controllo e la moderazione del traffico e della velocità dei veicoli; campagne di educazione, informazione e comunicazione relative ai benefici delle “città 30”.
Per poter entrare in vigore la legge dovrà essere approvata da entrambe le Camere del Parlamento italiano.
Città 30, perché è una scelta positiva per sicurezza e ambiente?
In un’intervista video a TeleAmbiente in relazione alla decisione di Milano di diventare “Città 30”, l’architetto Matteo Dondè, urbanista e uno dei massimi esperti del settore, aveva spiegato che abbassare il limite di velocità renderà più scorrevole il traffico e quindi più brevi i tempi di percorrenza. Ma come è possibile?
“La pericolosità della strada è il maggior disincentivo al muoversi a piedi o in bicicletta – ha spiegato Dondè -. Lo facciamo poco nelle nostro città e tendiamo ad utilizzare molto l’automobile perché le strade sono pericolose”.
In questo modo, dunque, le città italiane diventano congestionate. “Le più congestionate al mondo – spiega l’urbanista – quelle in cui si perdono più ore nel traffico. Roma è seconda solo a Bogotà e Milano è settima al mondo”.
Nelle città del mondo in cui le strade sono state rese più sicure attraverso un abbassamento del limite di velocità a 30 km/h, le persone sono state incentivate a utilizzare maggiormente mezzi di micromobilità per i tragitti più brevi. “In questo modo – spiega ancora Matteo Dondè – chi invece è costretto a prendere l’auto a causa di un tragitto troppo lungo si trova la strada libera e decongestionata”.
Infine, una strada senza traffico permette anche di ripensare gli spazi per il trasporto pubblico locale e inserire delle corsie preferenziali lì dove prima non era possibile proprio a causa del traffico intenso.


