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Emilia-Romagna, Bonaccini contro Legambiente: “Dovrebbero applaudirci”

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Il presidente della Regione torna sulla decisione di lasciare il Patto per il Lavoro e il Clima: “Dispiace perché avrebbero potuto dircelo prima, ma il dialogo continua”.

Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini prova a ricucire con Legambiente ma non risparmia qualche frecciata. Una settimana fa, la sezione regionale dell’associazione ambientalista aveva annunciato l’uscita dal Patto per il Lavoro ed il Clima, che riuniva da oltre due anni la Regione, le imprese e le associazioni ed enti sociali del territorio. Dopo il dramma delle due alluvioni di maggio, Legambiente aveva deciso di lasciare quel Patto, motivandolo con critiche al presidente della Regione.

Queste, in sintesi, le motivazioni spiegate da Legambiente: incapacità, da parte della Regione, di mediare tra economia e transizione ecologica; insistenza sul rigassificatore di Ravenna, considerato centrale tanto dall’Emilia-Romagna come dal governo Draghi prima e da quello Meloni poi; eccessivo consumo di suolo, considerato uno delle cause della tragedia delle alluvioni; scarso supporto alle energie da fonti rinnovabili e criticità nel Piano regionale sui trasporti e in quello sui rifiuti.

A oltre una settimana di distanza, è arrivata una dura replica da parte di Stefano Bonaccini. “Lo strappo di Legambiente ci lascia amareggiati, potevano venire a dirlo invece di annunciarlo a mezzo stampa, anche perché nelle riunioni in Regione non intervenivano praticamente mai. Avrebbero potuto chiedere una discussione, anche aspra” – ha spiegato il presidente dell’Emilia-Romagna – “Fortunatamente, viviamo in un sistema democratico dove ognuno decide come aderire anche a forme inedite di collaborazione tra istituzioni e associazioni ambientaliste. Non credo che, in Italia, Legambiente possa trovare altre regioni dove poter discutere tutte le proprie idee come ha fatto in questi due anni. Il loro pensiero è legittimo, dispiace perché insieme ad altre 60 parti sociali avrebbero potuto continuare a portare un contributo“.

Legambiente, e gli ambientalisti in generale, forse avrebbero dovuto applaudire iniziative come il parco eolico e fotovoltaico flottante in mare, che sarà il più grande d’Italia, forse d’Europa, e che intendiamo realizzare. Oppure, la flotta di treni regionali moderni, i 200mila abbonamenti gratuiti al Tpl per gli studenti, o il più alto numero di piste ciclabili per abitante in Italia” – ha poi aggiunto Stefano Bonaccini – “Anche se Legambiente è uscita dal Patto per il Lavoro e per il Clima, il dialogo deve andare avanti. E continuerà ogni giorno su tutte le questioni che loro ritengono giusto porre, nel bene e nel male“.

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