“Siamo riusciti a costruire un atlante globale per capire non solo chi spreca cosa e quanto, ma anche quali le azioni per contrastare questo fenomeno”, prof. Andrea Segrè.
Dalla crisi alimentare globale al progetto di un Recovery Food per il pianeta, dai dati mondiali sul cibo gettato allo Sprecometro, che permette a chiunque di misurare gratis lo spreco alimentare e l’impronta ambientale, ogni giorno.
Si intitola “Lo spreco alimentare in Italia e nel mondo. Quanto, cosa e perché” il libro firmato dall’economista Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero, con il direttore scientifico Ipsos Enzo Risso.
Un’indagine che fa luce sulle abitudini alimentari e di consumo dei cittadini di Italia e di altri 11 Paesi e sulle cause dello spreco alimentare a livello domestico, individuando le principali azioni, pubbliche e private, necessarie per contrastarlo e arginare il conseguente impatto ambientale, sociale ed economico.
“Con l’Osservatorio Waste Watcher international su cibo e sostenibilità abbiamo iniziato a fare le rilevazioni internazionali insieme al nostro partner tecnico Ipsos nel 2021, e quest’anno abbiamo deciso di raccogliere i risultati per riuscire a costruire un atlante globale dello spreco. – spiega a TeleAmbiente il professor Andrea Segrè – Ogni anno, oltre all’Italia, cerchiamo di indagare su questo comportamento sbagliato, una sorta di mappatura per capire non solo chi spreca cosa e quanto, ma anche quali le azioni per contrastare questo fenomeno di rilevanza globale: un terzo di ciò che si produce non arriva alle nostre tavole e, a livello di impatto ambientale e di produzione di gas climalteranti, siamo in terza posizione dopo gli Stati Uniti e la Cina“.
Con l’arrivo dell’estate tra i cibi più consumati ci sono frutta e verdura, come ci spiega il professor Segrè. Ma sono anche quelli che vengono più sprecati. Come evitarlo?
“Se guardiamo la top 5 dei prodotti più sprecati, troviamo sempre in cima frutta e verdura, e del resto, col caldo deperiscono prima. Costano anche di più. C’è un’inflazione alimentare che sta colpendo tutti in realtà. Se possiamo, cerchiamo di acquistarla il più frequente possibile, magari nel negozio più vicino e dove è più fresca. Se poi ne abbiamo troppa, possiamo fare della macedonia, della marmellata o utilizzare il freezer e allungare la vita a questi prodotti fondamentali per la nostra dieta sana e sostenibile e non sprecarli”, conclude il professor Segrè.


