Elena Milashina

Russia, la giornalista Milashina racconta l’aggressione subita

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“Hanno spinto l’autista del taxi fuori dall’auto, hanno spinto giù le nostre teste, hanno cercato di legare le mie mani dietro la schiena”, la giornalista Elena Milashina. 

Con i capelli rasati e tinti di verde, una mano fasciata e diversi segni di contusioni sul corpo, la giornalista investigativa della Novaya Gazeta, Elena Milashina, racconta l’aggressione subita a Grozny, in Cecenia, dove si era recata per seguire un processo a degli oppositori politici nella regione russa.

Da sempre impegnata a raccontare gli abusi contro i diritti umani perpetrati in Russia, la giornalista era già stata costretta ad abbandonare il Paese in passato, a causa delle minacce di morte ricevute.

Milashina ha raccontato come degli uomini incappucciati abbiano fermato l’auto su cui viaggiava e aggredito gli occupanti del veicolo: “Hanno spinto l’autista del taxi fuori dall’auto, hanno spinto giù le nostre teste, hanno cercato di legare le mie mani dietro la schiena. Sembrava, in quel momento che avessero accoltellato Sasha.”, così ha affermato la giornalista, che continua descrivendo come gli aggressori abbiano più volte minacciato di amputarle le dita delle mani. Milashina ha anche dichiarato che gli aggressori le hanno più volte intimato di non difendere nessuno in Cecenia e di andare via dalla regione.

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