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Apple, arriva il primo dispositivo carbon neutral. Ma non sarà solo (e ancora) greenwashing?

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Madre Natura, e anche noi, chiediamo un aggiornamento sui progressi di Apple in campo ambientale. Ecco lo spot della casa di Cupertino per lanciare il primo dispositivo carbon neutral. Stategia “green” o solo di “greenwashing”?

Apple Watch è il nostro primo dispositivo carbon neutral. Un primo traguardo verso l’obiettivo di rendere tutti i nostri prodotti a impatto neutro entro il 2030“. La casa di Cupertino annuncia, in occasione del proprio Keynote annuale, l’ultimo modello di smartwatch, evidenziando il suo impegno per l’ambiente.

Apple afferma di aver raggiunto la neutralità in due modi: da una parte riducendo le emissioni dove può agire direttamente, dall’altra compensandole dove non può.

Ora anche Madre Natura vuole un aggiornamento sui progressi fatti dai team di Apple. “Spero di non avervi fatto spaventare“.  Con un rombo di tuono fa così il suo ingresso Madre Natura, interpretata dall’attrice premio Oscar Olivia Spencer, negli uffici di Apple. “Nel 2020 avete promesso di azzerare la carbon footprint di Apple entro il 2030”, e aggiunge “chi vuole darmi la prima delusione?”.

È proprio questa l’ambientazione dell’ultimo spot dell’azienda di Cupertino, dove è presente anche Tim Cook, amministratore delegato di Apple, che accoglie Madre Natura con la battuta “com’era il tempo venendo qui?”.

Con tono inquisitorio Madre Natura chiede al team di Apple quali promesse sono state davvero mantenute nel percorso verso la decarbonizzazione dei processi produttivi.

Lo spot, che segna appunto l’inizio della campagna di lancio degli Apple Watch Series 9, non possiamo negarlo: è geniale, astuto, ironico e a lieto fine.  Ma la strategia green di Apple è davvero sostenibile?

Gli impegni green di Apple sono davvero reali o si tratta solo di greenwashing?

Dall’ultimo modello di smartwatch “a zero emissioni di carbonio“, all’intenzione di rendere tutti i suoi prodotti a zero emissioni di carbonio entro il 2030.

L’azienda utilizza come base i chilogrammi di carbonio emessi durante le diverse fasi della vita dei suoi prodotti, dai materiali al trasporto. Ciò include anche l’elettricità consumata, sia nella produzione di orologi intelligenti, che rappresenta la maggior parte delle emissioni, sia quella utilizzata dai clienti per caricarli a casa.

Sebbene l’azienda tecnologica si vanti da anni di essere rispettosa dell’ambiente nei suoi prodotti, alcuni critici vedono queste pubblicità come l’ennesima operazione di greenwashing.

Il concetto stesso di “carbon neutral” è stato messo in discussione a causa della confusione che crea in alcuni consumatori.

Non esiste un prodotto a zero emissioni di carbonio”, ha dichiarato alla rivista Wired David Ho, scienziato del clima e professore all’Università delle Hawaii. “Dai così ai consumatori l’idea che esistano soluzioni a questi problemi senza consumare meno”.

L’esperto scherza su Twitter dicendo che, a meno che il nuovo Apple Watch non assorba CO2 dall’atmosfera, l’etichetta “carbon neutral” non è altro che marketing.

Una delle principali critiche ai prodotti e servizi “carbon neutral” è che, sebbene possano ridurre l’impatto ambientale della loro fase di produzione, fanno comunque affidamento sui crediti di carbonio, esternalizzando le emissioni attraverso investimenti in progetti green, come la riforestazione. Questa strategia è stata messa in discussione da organizzazioni ambientaliste come il NewClimate Institute. “La recente letteratura scientifica ha ripetutamente dimostrato che gli impatti reali associati ai progetti di crediti di carbonio sono molto inferiori a quanto suggeriscono le etichette”, afferma l’organizzazione no-profit.

Dato che il modo migliore per ridurre le emissioni è per prima cosa non emetterle, aumentare la durata di vita dei nostri dispositivi resta il modo migliore per ridurre il loro impatto ambientale.

Uno studio del 2019 dell’European Environmental Bureau ha rilevato che aumentare la durata di vita dei nostri telefoni e altri dispositivi di un solo anno ridurrebbe le emissioni di carbonio nell’UE tanto quanto rimuovere 2 milioni di automobili dalle nostre strade.

Secondo la rete delle organizzazioni ambientaliste dei cittadini, ogni anno nell’UE vengono venduti circa 211 milioni di telefoni. In media vengono utilizzati solo tre anni prima di essere sostituiti da nuovi modelli.

Quindi va bene Apple (e altre aziende tecnologiche) prodigarsi e spingere la produzione e la strategia aziendale sempre più  verso un orientamento green, ma estendere l’uso dei nostri dispositivi rimane comunque l’opzione più sostenibile.

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