L’autore, Carlo Coronati: “Roma, la città più verde d’Europa, è particolarmente adatta al trekking urbano. E il percorso suggerito può essere modificato a piacimento”.
Le meraviglie nascoste di Roma raccolte in una speciale guida di trekking urbano. A realizzarla è stato Carlo Coronati, scrittore ed editore, che già aveva pubblicato due libri dedicati alla Capitale e all’esplorazione urbana. Il grande anello verde di Roma a piedi (Edizioni Il Lupo) è un’opera che suggerisce un percorso in sette tappe nei luoghi più ameni e meno conosciuti della Capitale, lontani dal traffico e dal caos della città. Un patrimonio paesaggistico poco noto e tutto da scoprire.
“In un certo senso, non è la Roma del ‘turismo fast-food’, è la Roma di chi cerca qualcosa di diverso oltre le classiche mete turistiche. Il libro nasce dall’esperienza del trekking urbano, che mi ha particolarmente affascinato, e credo che Roma sia una città particolarmente orientata alla possibilità del trekking urbano” – spiega Carlo Coronati a TeleAmbiente – “Roma è una città estremamente verde, la più verde d’Europa, con tutte le aree verdi, le riserve naturali e la tutela dei parchi all’interno del Raccordo Anulare. E proprio il verde è il filo che unisce le varie tappe in un percorso intervallato da quartieri e zone periferiche, tra l’altro ricche di street-art“.
“L’idea di fare sette tappe lungo 115 km, all’interno di un Raccordo Anulare che è lungo 68 km, porta a creare una circonferenza arzigogolata che parte dalla zona del Pineto. Quella è proprio la tappa più selvaggia: attraversa il Parco del Pineto, il borghetto dei Fornaciari, Monte Ciocci, fino a Ponte Milvio” – aggiunge l’autore – “Si prosegue poi in senso orario, verso Roma Nord e Roma Est, che è una periferia assolutamente non trascurabile, bella e ricca di stimoli. Si forma un grande anello che ritorna poi verso il versante Ovest, attraversando Piramide, Villa Sciarra, Villa Pamphilj, Monteverde e Trastevere“.
“Non è obbligatorio fare tutte le tappe consecutivamente, ognuno può scegliere la propria tappa. Può deviare, scegliere suggestioni diverse, cambiare percorso” – conclude Carlo Coronati – “Mentre in montagna occorre obbligatoriamente spostarsi da un rifugio all’altro, qui in città non esistono rifugi ma esistono varie possibilità per deviare dal percorso, ridurlo o perfino allungarlo“.


