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Il caso dell’autostrada Roma-Latina

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Se ne parla da anni, ma ora il progetto potrebbe entrare in una nuova fase più avanzata. A parlarne è Gualtiero Alunni, storico portavoce del Comitato No Corridoio Roma-Latina. 

Un caso di cui si parla da tanti anni, ma ora il progetto potrebbe entrare in una nuova fase più avanzata: l’autostrada Roma-Latina è un caso spinoso e a parlarne a TeleAmbiente è Gualtiero Alunni, storico portavoce del Comitato No Corridoio Roma-Latina.

Teoricamente, l’autostrada dovrebbe permettere di decongestionare il traffico sulla via Pontina, ma il progetto comporta una lunga serie di criticità. “Con Matteo Salvini ministro dei Trasporti e Francesco Rocca presidente della Regione Lazio, il progetto torna in auge dopo essere stato avallato da un po’ tutte le amministrazioni, di ogni colore politico” – spiega Gualtiero Alunni – “Si parla tanto di questa autostrada, ma da oltre 20 anni la Pontina non viene messa in sicurezza, con le persone che muoiono o rimangono invalide per un totale di migliaia di vittime. L’autostrada è inutile: con le nuove progettazioni costerà oltre due miliardi perché comprenderà anche la bretella Cisterna-Valmontone. Senza contare che l’autostrada sarà a pedaggio, a discapito dei pendolari“.

Sin dall’amministrazione Storace, tutti i presidenti della Regione Lazio si sono detti favorevoli all’autostrada, nonostante avessimo espresso le nostre perplessità in merito. Eppure, le direttive europee, recepite all’estero dai governi di ogni colore politico ma non in Italia, impongono di adeguare in sicurezza le strade e investire sul trasporto su ferro” – aggiunge Gualtiero Alunni – “Sono scelte che fanno risparmiare soldi, tempo e vite umane. A Barcellona, in pochi anni, hanno ridotto il trasporto privato su gomma del 60% grazie ai treni: l’intermodalità è l’unica soluzione per risolvere i problemi della Pontina. Abbiamo sostenuto un progetto di Ance e Aci, che erano del nostro stesso parere nonostante non siano associazioni ambientaliste o comitati civici come il nostro. All’epoca, fecero l’esempio della Bre-Be-Mi, in Lombardia, dove furono buttati molti soldi per un traffico di fatto inesistente“.

La propaganda di chi sostiene l’autostrada parla di super Pontina, ma la Roma-Latina partirebbe da Tor de’ Cenci e finirebbe a Borgo Piave. La Pontina è lunga praticamente il doppio, perché arriva a Terracina. Con i costi dell’autostrada, si potrebbe adeguare in sicurezza la Pontina e realizzare l’intermodalità” – spiega ancora il portavoce del Comitato No Corridoio Roma-Latina – “Ora invece sono stati separati i progetti e si è partiti subito con la bretella Cisterna-Valmontone, anche grazie al decreto Genova che rispondeva ad un’emergenza reale come quella del Ponte Morandi ma che poi è stato applicato strumentalmente ad altri progetti, compreso quello del ponte sullo Stretto di Messina. Con quel decreto, la nomina di un commissario ad hoc permette di scavalcare tutte le leggi dello Stato ad eccezione, per fortuna, di quelle anti-mafia“.

Con la bretella, i cui costi sono totalmente a carico dello Stato, non ci sarà il pedaggio, ma evidentemente questo va a discapito di tutti i cittadini. A novembre sono già partiti con gli espropri delle terre agricole, mentre quelle che verranno risparmiate saranno interessate direttamente dall’inquinamento degli automezzi e in quel caso non sono previsti neanche gli indennizzi” – conclude Gualtiero Alunni – “Il settore agricolo e quello turistico della zona saranno fortemente penalizzati. Ci sono aziende agricole, fondate da appena due anni da giovani, che non riusciranno mai ad ottenere lo status di biologico. Quei ragazzi hanno investito molto e gli verrà negato il futuro“.

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