I due rapporti sulla gestione dei rifiuti urbani e sul recupero energetico. In Italia un miglioramento generale, ma ancora troppa differenza tra Nord e Centro-Sud sotto vari punti di vista.
Presentati a Palazzo Chigi i rapporti, relativi all’anno 2023, sulla gestione dei rifiuti urbani e sul recupero energetico, realizzati da Ispra e Utilitalia. Il quadro che emerge è quello di un miglioramento generale della raccolta differenziata in tutta Italia, e anche del recupero di energia, ma ancora una volta con evidenti differenze tra il Nord e il Centro-Sud.
“Tra i dati che emergono c’è un calo della produzione dei rifiuti urbani, disallineato dai valori degli indicatori socioeconomici. Per comprendere il perché, servirà tempo con dati di anni successivi. Un dato importante è la raccolta differenziata, che a livello nazionale raggiunge il 65% ma che vede ancora disparità territoriali. La media al Nord è del 71%, al Centro del 61% e al Sud con valori molto più bassi” – spiega Andrea Lanz, ricercatore Ispra e tra gli autori del rapporto 2023 sui rifiuti urbani – “Emerge anche un tasso di riciclo dei rifiuti urbani pari al 49%: non raggiungiamo ancora l’obiettivo del 2020 ma ci stiamo avvicinando. Importanti anche i dati che riguardano la frazione organica“.
“Una gestione dei rifiuti efficiente consente di produrre energia, principalmente rinnovabile e in questo senso può contribuire alla transizione energetica. Nella gestione dei rifiuti organici c’è una progressione importante e progetti interessanti già avviati o in divenire” – il commento di Filippo Brandolini, presidente di Utilitalia – “Rimane il tema dei rifiuti non riciclabili, da smaltire con recupero energetico nei termovalorizzatori. Il parco impiantistico italiano è ricco, ma ci sono ancora troppe differenze tra il Centro-Nord e il Sud: occorre potenziare il sistema, diversificare il trattamento dei non riciclabili ed evitare il ricorso allo smaltimento in discarica. Va ricordato che per le direttive europee dobbiamo limitarlo sotto il 10% entro il 2035“.
“I dati che presentiamo sono importanti per i decisori pubblici che devono adottare strategie opportune, ma anche per sensibilizzare i cittadini nell’ambito della strategia nazionale per l’economia circolare, adottata dal governo nel 2022” – ha spiegato Maria Siclari, direttore generale di Ispra – “La raccolta differenziata e il riciclo sono indicatori in crescita, ma ancora a livelli molto diversi. Dobbiamo puntare sull’innovazione tecnologica degli impianti e migliorare la qualità della raccolta differenziata. Ci preoccupa, invece, ancora una volta, il dato dello smaltimento in discarica“.
“La gestione dei rifiuti solidi urbani è uno dei driver per lo sviluppo dell’economia circolare. I dati comunicati annualmente servono a supportare il decisore politico nelle scelte del percorso verso l’economia circolare” – ha concluso invece Stefano Laporta, presidente di Ispra-Snpa – “Questo significa gestione del rifiuto solido urbano, impiantistica per trattare le diverse frazioni merceologiche e avviarle al recupero, al riutilizzo e al riuso come l’Ue prevede“.


