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Clima, allarme siccità in Amazzonia: “Mai così poca pioggia da oltre 40 anni”

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Le conseguenze per le popolazioni residenti e per la biodiversità si preannunciano drammatiche. Senza contare l’aumento del rischio incendi.

La crisi del clima colpisce duramente l’Amazzonia, con una siccità epocale. Nel 2023, infatti, i nove Paesi che ospitano la foresta pluviale hanno fatto registrare i volumi di precipitazioni più bassi da oltre 40 anni. A confermarlo uno studio del Centro di ricerca scientifica dell’Unione europea, sulla base dei dati satellitari. In particolare, le temperature costantemente al di sopra della media (tra i +2 e i +5°C), le continue ondate di calore (specialmente tra agosto e settembre) e l’assenza di pioggia hanno compromesso lo stato del suolo.

In Brasile, ad esempio, le precipitazioni sono state inferiori alla norma tra 100 e 350 millimetri, circa la metà di quanto previsto per la regione nel secondo semestre dell’anno. Le autorità locali hanno confermato lo stato d’emergenza: nell’Amazzonia brasiliana restano colpiti duramente dalla siccità tutti i 62 Comuni e oltre 630mila abitanti. E ci sono diverse zone in cui i fiumi sono al minimo storico: in Brasile sono Solimões, Purus, Juruá e Madeira, ma la stessa situazione riguarda corsi d’acqua in Perù e Bolivia.

La portata sempre più ridotta dei fiumi ha conseguenze drammatiche per tutte le comunità che abitano l’Amazzonia. La mobilità lungo i corsi d’acqua è decisamente limitata e diventa complicato anche l’accesso ai beni essenziali, senza contare i danni alla biodiversità con sempre più specie, non solo animali, che lottano per la loro stessa esistenza.

A rendere ancora più drammatico lo scenario sono le previsioni del prossimo futuro: la siccità potrebbe addirittura aggravarsi nei prossimi mesi e c’è anche il rischio concreto che gli incendi boschivi possano aumentare esponenzialmente.

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