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Ex Ilva, indennizzi ai residenti ma si chiede ancora lo stop agli impianti

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Il futuro dello stabilimento di Taranto sarà anche uno dei temi del pre-Consiglio dei ministri previsto oggi pomeriggio a Palazzo Chigi.

Ex Ilva, sbloccati finalmente gli indennizzi per 240 famiglie residenti nel rione Tamburi di Taranto. Si tratta di indennizzi compresi tra i 5000 e i 30mila euro, previsti per risarcire i residenti per il deprezzamento del valore delle abitazioni a causa dell’inquinamento causato dallo stabilimento siderurgico. Ad emetterli, l’amministrazione straordinaria dell’Ilva con fondi del Ministero delle Imprese.

Lo sblocco dei risarcimenti per i residenti del quartiere Tamburi non basterà, però, a fermare la lotta di associazioni come Peacelink e Genitori Tarantini. Che chiedono ancora una volta, tramite un’azione inibitoria presentata al Tribunale di Milano, la chiusura totale degli impianti. In via subordinata, nel caso in cui la richiesta non venisse accolta, i legali hanno chiesto di imporre il rispetto del diritto al clima, con un piano stringente di abbattimento delle emissioni.

Fermare quegli impianti che hanno provocato e provocano tante sofferenze sarà il prossimo atto di giustizia, dopo quello portato avanti a buon fine dell’avvocato Massimo Moretti, con gli indennizzi per le famiglie di Tamburi” – ha spiegato Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink – “Mai più i fumi mortali dell’Ilva, mai più bambini che si ammalano per la malagestione ambientale. La lotta continua“.

Proprio il futuro dell’ex Ilva di Taranto dovrebbe essere uno dei temi all’ordine del giorno nel pre-Consiglio dei ministri, convocato per oggi alle 18 a Palazzo Chigi in vista del Cdm di domani alle 15.30. Il tema principale del vertice di governo previsto per oggi, però, sarà il Milleproroghe. E molto probabilmente, si affronterà anche la riforma dell’Irpef.

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