Dalle lenticchie di Castelluccio a quelle di Colfiorito, gli italiani non rinunciano a questo legume. In Umbria 14.000 quintali di produzione su 2.150 ettari
Si avvicina il 31 dicembre e si comincia a fare la scelta per la preparazione del fatidico menù.
Secondo l’analisi Coldiretti/Ixe’ per il cenone di capodanno in oltre otto tavole su dieci (85%) sono previste quest’anno le lenticchie chiamate a portar fortuna mentre il tradizionale chicco d’uva è servito nel 56% dei casi.
A capodanno il 70 % degli italiani non rinunciano all’accoppiata vincente cotechino o zampone.
“Particolarmente ricercate – ha sottolineato Coldiretti – sono le lenticchie di Castelluccio di Norcia Igp ma anche quelle inserite nell’elenco delle specialità tradizionali nazionali come le lenticchie di S. Stefano di Sessanio (Abruzzo), di Valle Agricola (Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), molisane (Molise), di Villalba e Ustica (Sicilia) o altre umbre, quali ad esempio quelle di Colfiorito”.
“In Umbria – ha ricordato Coldiretti Umbria – nel 2023 si è avuta una produzione di lenticchia pari a 14.000 quintali per 2.150 ettari di superficie”.
Gianni Coccia, vicepresidente della Cooperativa della Lenticchia di Castelluccio di Norcia, ha illustrato la situazione
“Un’annata la scorsa – ha spiegato Coccia – ricca di piogge nel periodo primaverile, che ci ha permesso di raccogliere un prodotto di qualità, con una produzione in linea con la media (intorno ai 3.500/4.000 quintali)”.
“Un’eccellenza la nostra – ha aggiunto Coccia – coltivata in maniera del tutto naturale a quota 1.400 metri e ricca di proprietà benefiche, anche per questo sempre più apprezzata dai consumatori. Proprio a loro rinnoviamo l’invito a sostenere il nostro territorio, le nostre eccellenze e le imprese agricole, penalizzate negli ultimi anni, prima dal terremoto e poi dalla pandemia e dagli aumenti dei costi di produzione”.
“L’accoppiata vincente – ha detto ancora Coldiretti – è con circa 4 milioni di chili di cotechino e zampone consumati proprio a fine anno con gran parte della produzione nazionale che è certificata come Cotechino e Zampone di Modena Igp riconoscibili dal caratteristico logo a cerchi concentrici gialli e blu con stelline dell’Unione Europea. Si rileva anche una apprezzabile domanda di cotechini e zamponi artigianali, anche acquistati direttamente dai contadini nelle fattorie e nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica”.
Coldiretti ha inoltre ricordato come tra i piatti portafortuna non ci siano soltanto lenticchie, ma anche i chicchi d’uva.
Secondo la tradizione ne vanno mangiati dodici, uno per ogni mese dell’anno.
Forieri di auspici positivi per il nuovo anno sono anche i melograni simbolo di riparo e protezione dai problemi, che potrebbero arrivare.
“A sorpresa – ha concluso Coldiretti – portano fortuna anche gli spaghetti a patto però di cucinarli interi, senza spezzarli”.


