La maggioranza ha rischiato di spaccarsi, poi è arrivata un’intesa che mette d’accordo tutti. Ira delle opposizioni: “Bocciati gli emendamenti per lo sblocco dei crediti”.
L’intesa sul Superbonus, tra le forze di governo, era giunta appena prima del Consiglio dei ministri di giovedì 28 dicembre. La maggioranza ha rischiato di spaccarsi, con Forza Italia che ha spinto molto per una proroga ma si è dovuta scontrare con le resistenze di Fratelli d’Italia e Lega, che hanno sostenuto a oltranza l’intransigenza del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
Alla fine, un accordo è stato faticosamente raggiunto: non sarà contenuto nel Milleproroghe, ma in un decreto ad hoc. L’intesa non prevede alcuna proroga, come richiesto da professionisti e associazioni di categoria, ma ci sarà un apposito fondo che consentirà di mantenere il Superbonus per intero per tutti i redditi più bassi (sotto i 15mila euro). Le modalità d’accesso al fondo, che garantirà contributi per le spese sostenute dal 1 gennaio a ottobre 2024, saranno stabilite dal Mef.
Per tutti gli altri, a partire dal 2024, il bonus edilizio sarà fissato al 70%. In caso di mancato raggiungimento del doppio salto energetico, però, la percentuale dell’agevolazione si abbasserà al 50%.
Non solo: chi non completerà i lavori entro il 2023, secondo la bozza del decreto, non rischierà alcuna penale e non dovrà restituire i benefici maturati al 31 dicembre di quest’anno. I lavori certificati entro la fine del 2023 potranno quindi proseguire.
Nello stesso decreto ci saranno poi altre novità. In primis, strette sul Sismabonus (con maggiori controlli per garantire l’agevolazione solo agli edifici effettivamente danneggiati) e sulle barriere architettoniche (le cessione del credito dal 2024 sarà consentita per le parti comuni dei condomini con uso abitativo e alle persone fisiche con redditi inferiori a 15mila euro, ad esclusione delle persone con disabilità).
Il governo sembra così essere riuscito a risolvere una grana, anche interna, non trascurabile. E nonostante le proteste delle opposizioni, che si sono viste bocciare alcuni emendamenti che includevano la proroga del Superbonus. “Chiedevamo lo sblocco dei crediti fiscali, ma un nostro emendamento alla Legge di bilancio è stato bocciato“, ha denunciato Agostino Santillo, deputato M5S e convinto sostenitore del bonus edilizio.
La manovra ora viaggia verso l’iter finale: si attende il voto alla Camera entro la serata di domani.


