Davide Tabarelli, uno dei maggiori esperti italiani di energia, ha messo in discussione l’origine antropica dei cambiamenti climatici in un’intervista a La Verità. E poi ha aggiunto: “Non usciremo mai dalle fossili”.
La COP28 – la conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici – è stata archiviata con un risultato che per molti è stato definito inatteso e per altri addirittura storico: la decisione di inserire nel documento finale la necessità di una “transizione fuori dai combustibili fossili”.
Ma secondo qualcuno non solo non ci sbarazzeremo presto di quei combustibili fossili, ma addirittura non è certo (come dice gran parte della comunità scientifica) che l’utilizzo di gas, petrolio e carbone siano la causa principale dei cambiamenti climatici.
Questo qualcuno non è uno qualsiasi. Bensì Davide Tabarelli, presidente e fondatore di Nomisma Energia, una società indipendente di ricerca in campo energetico e ambientale che sulle colonne del quotidiano La Verità ha rilasciato un’intervista a Carlo Cambi in cui, in buona sostanza, mette in discussione l’origine antropica del cambiamento climatico.
Tabarelli: “Non ci libereremo delle fossili”
Nell’intervista Tabarelli risponde a tante domande su energia, crisi climatica e scelte politiche legate alle questioni green. Ma sono due i passaggi più controversi dell’intervista. Uno è quello in cui prevede un fallimento di fatto delle politiche di decarbonizzazione.
Commentando i risultati della COP28 e le scelte di molti governi mondiali, Tabarelli dice “cercheremo sempre di più di ridurre la dipendenza da fossili, ma con risultati marginali perché la fisica non la possiamo cambiare. Pensi che le rinnovabili, sole e vento, a livello globale, dopo 50 anni di sforzi, contano per il 2% del totale”.
E poi, alla domanda del giornalista se vede come possibile un addio al fossile nel breve periodo, Tabarelli risponde rilanciando: “Credo, purtroppo, che nemmeno nel lungo termine riusciremo a farne a meno, ma spero di sbagliarmi”.
Tabarelli ne fa anche una questione di giustizia sociale spiegando che i più poveri del mondo hanno bisogno di energia a basso costo e che al momento solo il carbone e le altre fossili possono garantire ciò.
Tabarelli: “Sull’origine antropica dei cambiamenti climatici nutro dubbi”
Ma se è vero che Tabarelli dice di sperare di sbagliarsi quando prevede che i combustibili fossili faranno parte ancora per molto tempo del mix energetico mondiale nonostante gli impegni presi a Dubai a fine 2023, è vero anche che nel passaggio successivo dell’intervista non sembra troppo preoccupato.
O meglio, non si dice certo che a causare i cambiamenti climatici siano i combustibili fossili. Dice Tabarelli: “A Dubai è stato riaffermato che non esistono dubbi sull’origine antropica del cambiamento[…]. Invece la complessità è enorme e di certezze assolute non ne vedo, come molti scienziati, al di fuori del circuito Onu, hanno da sempre sottolineato”.
Insomma, Tabarelli afferma che ad affermare che la scienza sia ormai certa che a generare i cambiamenti climatici in corso siano soprattutto i combustibili fossili usati dall’essere umano siano soltanto gli scienziati che gravitano intorno all’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Un chiaro riferimento all’IPCC, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico creato dall’ONU e che raggruppa migliaia di scienziati provenienti da 195 Paesi del mondo.
Secondo Tabarelli, insomma, nella comunità scientifica che non fa riferimento diretto all’ONU la certezza dell’origine antropica del cambiamento climatico non c’è.


