Il pitbull morto dopo oltre due giorni di agonia: troppo gravi le ustioni riportate e i danni agli organi interni. Il padrone denunciato, ma a piede libero. Partite le manifestazioni degli animalisti.
Aron non ce l’ha fatta: il cane di razza pitbull, bruciato vivo dal suo padrone in strada a Palermo, è morto per la gravità delle ustioni riportate. A nulla è valso il soccorso della Lav e le cure dei veterinari: Aron è morto dopo due giorni di agonia dopo aver riportato ustioni sull’80% del corpo e danni anche agli organi interni. Lo annunciano gli stessi volontari della Lav di Palermo, e nel capoluogo siciliano sono già partite le prime manifestazioni degli animalisti.
Il dramma di Aron
Il pitbull Aron, di proprietà di un senzatetto, era stato legato dal padrone ad un palo di via delle Croci, e poi dato alle fiamme. A dare l’allarme alcuni passanti, che la notte del 10 gennaio avevano visto il cane avvolto dalle fiamme. Il proprietario di Aron si era poi allontanato, ma aveva prima rischiato di essere linciato dalla folla e poi era stato arrestato dai carabinieri, non senza opporre resistenza. Ora è accusato di maltrattamenti sugli animali, ma è stato denunciato a piede libero.
“Era posseduto, meritava questa fine. Era un cane aggressivo, un killer da combattimento” – aveva spiegato l’uomo ai militari – “Ha aggredito un barboncino al Teatro Massimo e lo ha lasciato in fin di vita. Non mangiava il cibo del supermercato, si mangiava i gatti, voleva il sangue“.
La rabbia degli animalisti
Subito dopo le prime notizie di quanto accaduto ad Aron, gli animalisti sono insorti chiedendo pene più severe per chi maltratta gli animali.
“Un crimine barbaro che va punito severamente” – si legge in una nota dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) – “Auspichiamo che il governo prenda nota dell’escalation di crimini contro gli animali, adeguando il codice penale con pene veramente proporzionate all’efferatezza di questi orrori“.
“In questa terribile storia di atrocità e degrado riemerge, più urgente che mai, la necessità di riconoscere la pericolosità sociale di chi compie questi reati contro gli animali. Lo chiediamo da anni insieme a Link Italia, non c’è più tempo da perdere” – ha spiegato Carla Rocchi, presidente dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa) – “Presenteremo denuncia contro quell’uomo, c’è una stretta correlazione tra maltrattamento o uccisione di animali e ogni altra condotta deviante, ampiamente dimostrata dalla letteratura scientifica nazionale e internazionale“.
“C’è un criminale, con gravi patologie psichiatriche, a piede libero, che ritiene giusto bruciare il proprio cane poiché lo definisce il diavolo. E nessuno interviene, nonostante il Comune abbia un ufficio attività sociali e benessere animale con tanto di assessore, non pervenuto” – spiegano gli animalisti di Enpa Palermo, Maria Onlus Ada Palermo, Lida, Felici nella coda, I canuzzi di Marzia, Sos primo soccorso, Ridai la vita ad un rott Odv – “Questo è lo scenario, l’ennesima dimostrazione che le pene per chi maltratta gli animali sono troppo basse. Se non si mette mano alla legge, succederà ancora“.
Le manifestazioni a Palermo
Intanto, cittadini e animalisti, alla notizia della morte di Aron, hanno già organizzato alcune manifestazioni a Palermo. La prima si è svolta nel pomeriggio di sabato 13 gennaio, davanti al palo dove era stato legato Aron. “Quell’uomo ha anche aggredito gli agenti intervenuti e in passato, oltre ad aver occupato abusivamente una zona sequestrata in pieno centro, aveva anche minacciato i residenti“, hanno denunciato i manifestanti.
La Lav di Palermo, invece, ha organizzato un’altra manifestazione nella giornata di domenica 14 gennaio: appuntamento in via Catania 66, davanti alla clinica Zarcone dove era stato portato Aron, alle ore 17. I partecipanti sono invitati a portare e accendere una candela “per onorare la memoria di Aron, affinché il suo spirito ispiri un domani in cui gli animali possano vivere liberi da crudeltà e paure“.


