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Stati Generali della Birra, il comparto vale 9,4 miliardi di euro

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Puntare con coraggio su eccellenza e territorio, questa l’indicazione che viene dalla prima edizione degli Stati generali della Birra.

Cia-Agricoltori Italiani e Unionbirrai hanno organizzato l’evento che ha riunito i principali attori di un settore che, negli ultimi 20 anni, si è ritagliato una fetta sempre più importante di mercato, grazie soprattutto alla nascita della birra artigianale Made in Italy.

Una branca che oggi ha raggiunto un valore di 9,4 miliardi di euro. Il comparto si trova ad affrontare la sfida comune a tutto il settore agricolo ovvero il raggiungimento della sostenibilità tanto economica quanto ambientale in uno scenario sconvolto dagli effetti della crisi climatica.

La crescita, sono certi i produttori, passa in primis dalla certezza delle norme che regolamentano il settore, come il mantenimento della riduzione delle accise. Mentre dagli Stati Generali arriva la richiesta di abbassare la tassazione considerata ancora eccessiva. Tra le Regioni leader spicca l’Umbria che ha riconosciuto il luppolo come filiera strategica e ha puntato sulla birra artigianale realizzata con malto d’orzo e luppolo autoctoni.

In Italia rimane da colmare però il deficit di produzione dei due ingredienti principali, se produciamo meno del 50% del fabbisogno nazionale di malto d’orzo, il Paese si ferma al 5% della produzione di luppolo. Su questo fronte c’è ancora molto da lavorare per ottenere un prodotto realizzato al 100% con materie prime italiane.

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