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Siccità in Sicilia, Regione pronta a chiedere lo stato di calamità

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L’estate è ancora lontana eppure in Sicilia è già allarme siccità.

Sull’isola non piove, o almeno non piove in modo significativo, da cinque mesi. Si tratta del periodo in cui tradizionalmente i bacini immagazzinano l’acqua da utilizzare nei mesi più caldi. Invece i bacini idrografici sono quasi a secco, con una riduzione delle riserve che, nelle zone centrali dell’isola, arriva al 90%. Basti pensare che 54 comuni sono già dovuti ricorrere al razionamento dell’acqua.

Nel solo mese di gennaio mancano all’appello 200 millilitri d’acqua. Per questo l’emergenza preoccupa la Regione, che sarebbe pronta a dichiarare lo stato di calamità. L’assessore all’Agricoltura, Luca Sammartino, distingue tra zone di siccità severa e zone con siccità estrema, un problema per gli allevatori che non trovano foraggio per il bestiame. “Una situazione che sta danneggiando i nostri agricoltori e allevatori, già gravati dalle conseguenze dei fenomeni atmosferici anomali che hanno colpito l’isola per tutto il 2023” ha affermato Sammartino, che punta sull’ottenimento di ristori per il comparto.

Va ricordato che la Sicilia è una delle regioni con più acquedotti colabrodo d’Italia, nel 2020 l’Istat ha rilevato che il 52,5% dell’acqua finisce nelle perdite idriche. Un fronte su cui la Regione è chiamata a intervenire da decenni con misure capaci di evitare sprechi divenuti insostenibili. Nell’immediato invece, i prossimi mesi saranno cruciali per capire se la Regione deve rassegnarsi al razionamento idrico.

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