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Il mare colore veleno, Fabio Lo Verso racconta il petrolchimico di Augusta

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Una storia, anche parzialmente autobiografica, che racconta la devastazione ambientale in nome dello sviluppo economico.

I veleni del petrolchimico di Augusta: una storia ripercorsa dal giornalista e scrittore Fabio Lo Verso, che racconta il drammatico impatto ambientale che per decenni il polo petrolchimico siracusano ha avuto su una vasta porzione di territorio. Il mare colore veleno è un racconto, in parte anche autobiografico, che ripercorre una storia di sviluppo solo promesso.

Il titolo del libro è un riferimento a come Giuseppe Tomasi di Lampedusa definiva questa zona: la più bella di tutta la Sicilia, grazie al mare ‘colore dei pavoni’” – spiega l’autore – “Quello stesso mare, oggi, è del colore del veleno, proprio a causa dell’impatto ambientale del polo petrolchimico siracusano“.

Nel libro c’è anche un riferimento al libro ‘Il nome di Marina’ di Roselina Salemi, che racconta la drammatica vicenda di Marina di Melilli, un meraviglioso borgo di circa mille abitanti che fu raso al suolo per lasciare spazio all’ultima raffineria costruita in questo territorio che ormai è il più grande sito di raffinazione in Italia ed il secondo in Europa” – racconta ancora Fabio Lo Verso – “Il villaggio in riva al mare fu raso al suolo e il suo ultimo abitante è stato ucciso: Salvatore Gurreri era un attivista ambientale che si era rifiutato di lasciare la sua casa e fu incaprettato. Una tecnica mafiosa, utilizzata per uccidere l’ultimo abitante di questo splendido borgo“.

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