In occasione del centenario della sua prima visita a Roma, a Palazzo Bonaparte una mostra dedicata ad Escher.
A 100 anni dalla sua prima visita nella Capitale, Escher torna con una mostra a Palazzo Bonaparte. La più grande e completa esposizione mai dedicata all’artista sarà visitabile fino al 1° aprile 2024. Inquieto, geniale, eclettico, l’artista olandese con le sue incisioni e litografie è in grado di trasportare in un mondo fantasioso dove arte, matematica, design, scienza e fisica si fondono.
I suoi lavori trattano una grande varietà di temi, tra cui la natura, e per questo le opere di Maurits Cornelis Escher rappresentano un unicum nella storia dell’arte. Nel sontuoso palazzo della famiglia Bonaparte, viene ripercorsa la carriera dell’artista, con i suoi capolavori più celebri e le opere inedite.
Un’antologia di 300 disegni, litografie, stampe, incisioni, tra cui l’iconica Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938), la celebre serie degli Emblemata e molte altre.
Escher, i paesaggi e la natura dell’Italia nelle sue opere
Il legame di Escher con l’Italia è forte. L’artista infatti, viaggiò molto nelle varie regioni e visse a Roma per 12 anni (dal 1923 al 1935). La sua esperienza italiana emerge soprattutto nella sua produzione artistica degli esordi, nelle stampe con fiori, insetti e paesaggi. L’attenta osservazione della natura si fonde già a panorami che si aprono verso spazi lontani, anticipando le illusioni ottiche e le prospettive della maturità.
“Questa mostra è interamente dedicata alla tecnica, alla bellezza, alle illusioni e ai sogni di uno tra i più celebri artisti grafici del mondo. Xilografie, xilografie di testa, litografie, linoleografie e mezzetinte: tutto quello che vedrete è stato realizzato a mano dall’artista, poiché all’epoca di Escher i computer non esistevano. Queste stampe sono la testimonianza della passione di una vita, e ancora oggi procurano immensa gioia a chi le osserva!”, ha dichiarato Mark Veldhuysen, Presidente della M.C. Escher Foundation.


