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Siccità, la Sicilia dichiara lo stato di calamità naturale

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Neanche l’inverno ha portato le piogge e gli invasi sono allo stremo: agricoltura e allevamento sono in ginocchio.

La notizia era nell’aria da tempo, ma ora è ufficiale: la Giunta della Regione Sicilia, guidata da Renato Schifani, ha dichiarato lo stato di calamità naturale per via della siccità che ha colpito l’isola, tra l’altro in pieno inverno. Lo stato di calamità naturale riguarda l’intero territorio regionale: la Sicilia è l’unica Regione italiana, e tra le poche in Europa, in zona rossa per carenza di risorse idriche. Un fatto, questo, che sta interessando diverse zone del Mediterraneo, tra cui Marocco e Algeria.

Le conseguenze sono drammatiche: dopo la siccità del 2022 e gli incendi e gli eventi meteo estremi del 2023, agricoltura e allevamento in Sicilia sono letteralmente in ginocchio di fronte all’ennesima carenza di acqua. Una carenza che ora riguarda perfino gli invasi, non più sufficienti a irrigare i terreni in mancanza di piogge. Tutto questo, mentre gli agricoltori di tutta Europa, Italia compresa, protestano contro le norme del Green Deal e della Politica agricola comune europea che mirano a rendere agricoltura e allevamento più sostenibili e a fronteggiare gli effetti della crisi climatica. Tra questi, ovviamente, c’è anche la siccità.

Il governo, vale bene ricordare, aveva istituito una cabina di regia contro l’emergenza siccità, presieduta da Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il commissario all’emergenza, Nicla Dell’Acqua, continua a ricordare le priorità tra le azioni da intraprendere, ma il governo finora non ha fatto altro che cavalcare le proteste degli agricoltori in vista delle prossime elezioni europee.

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