In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Fondi Ue, nuova guida interattiva per le zone rurali; 2) Qualità degli alimenti, via libera al Piano dei controlli per il 2024; 3) Riso asiatico, serve clausola di salvaguardia; 4) Pesticidi rilevati anche ad alta quota
In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Fondi Ue, nuova guida interattiva per le zone rurali: La Commissione europea ha lanciato una nuova guida interattiva che traccia tutte le opportunità di finanziamento disponibili per le zone rurali. L’individuazione dell’opzione più appropriata non è sempre semplice per i potenziali beneficiari. Il pacchetto di strumenti per le zone rurali raccoglie opportunità provenienti da 26 diversi fondi dell’Unione: dalla politica agricola comune ai fondi di coesione, a Orizzonte Europa e al dispositivo per la ripresa e la resilienza. In pochi clic, gli imprenditori rurali e le autorità locali possono trovare i migliori finanziamenti disponibili per aiutarli a sviluppare il loro progetto.
2) Qualità degli alimenti, via libera al Piano dei controlli per il 2024: È stato approvato il Piano operativo dei controlli nel settore agroalimentare per il 2024. L’obiettivo è contrastare pratiche sleali e assicurare ai cittadini elevati standard di qualità e salubrità degli alimenti. Il via libera al documento è arrivato dalla Cabina di Regia per i controlli agroalimentari, voluta dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Via libera anche al “Vademecum per i controlli per le aziende nel settore agroalimentare”.
3) Riso asiatico, serve clausola di salvaguardia: Le importazioni di riso dalla Cambogia sono raddoppiate (+104%) nell’ultima campagna di raccolta. Per questo motivo, Coldiretti e Filiera Italia hanno chiesto all’Unione Europea di introdurre una clausola di salvaguardia per tutelare i produttori europei, e italiani in particolare, dalla concorrenza sleale di altri produttori che invadono il mercato europeo in assenza di regole comuni. Le due associazioni hanno chiesto in tale ottica una modifica dell’articolo 29 della proposta della Comissione Ue, introducendo come richiesto dal Parlamento, l’attivazione automatica di una clausola di salvaguardia se le importazioni da un paese superano una soglia in termini di quantità, evitando quello che sarebbe un vero e proprio dumping ai danni degli agricoltori europei, con arrivi incontrollati di prodotto straniero senza alcun sistema di difesa. Basti ricordare – si legge nella missiva di Coldiretti e Filiera Italia – che oggi oltre il 60% del riso importato dall’Italia è a dazio agevolato. Inoltre, l’Italia garantisce oltre il 50% della produzione di riso comunitaria. L’applicazione della clausola di salvaguardia dovrebbe essere accompagnata dalla previsione del principio di reciprocità volto a tutelare non solo la filiera, ma anche i cittadini consumatori da prodotti con standard ambientali e qualitativi ben al di sotto delle produzioni europee e italiane. Nei paesi asiatici infatti, è permesso l’uso del triciclazolo, un pesticida vietato nell’Unione Europea.
4) Pesticidi rilevati anche ad alta quota: I pesticidi che vengono utilizzati in agricoltura “non rimangono nell’area di coltivazione, ma si trovano in tutta la valle e fino alle alte quote”. Lo ha rilevato uno studio condotto dall‘Università Kaiserslautern-Landau (RPTU) e dell’Università di Risorse Naturali e Scienze della Vita di Vienna (BOKU) che ha analizzato la situazione in Val Venosta, considerata “la più grande area di coltivazione di mele d’Europa”. I ricercatori hanno esaminato undici transetti altitudinali lungo l’intero asse della valle, tratti che si estendono dal fondovalle a 500 metri sul livello del mare fino alle cime delle montagne a 2.300 metri. Il team ha prelevato campioni ogni 300 metri e, sebbene i pesticidi diminuiscano complessivamente ad altitudini più elevate e con la distanza dai meleti, l’analisi ha rilevato diverse sostanze in miscele nel suolo e nella vegetazione, anche nell’alta Val Venosta, dove non c’è quasi nessuna coltivazione di mele. Secondo i ricercatori, “anche alle basse concentrazioni misurate, i pesticidi possono avere effetti subletali, cioè non direttamente letali, su organismi che non sono l’obiettivo del controllo”. Lo studio, mostra quindi una nuova dimensione del problema, poiché anche le aree più remote sono contaminate dai pesticidi. Le misure da mettere in campo, evidenzia il report, sono quelle della riduzione o addirittura il divieto dell’uso di pesticidi.


