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Grecia, ecco la tassa sul clima

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Introdotta con l’obiettivo di tutelare il patrimonio paesaggistico e il settore turistico, sostituirà un’altra tassa: ecco di quale si tratta.

Una tassa sul clima per tutelare il patrimonio paesaggistico ma anche la resilienza del settore turistico di fronte agli effetti più devastanti del cambiamento climatico. A introdurla è stata la Grecia, all’inizio di quest’anno, con l’obiettivo di includere i visitatori nella protezione delle destinazioni turistiche dalla crisi climatica e nel loro sviluppo generale.

Ad ogni modo, non si tratta di una tassa aggiuntiva. Come ha spiegato Olga Kefalogianni, ministra greca del Turismo, la tassa sul clima andrà a sostituire quella sui pernottamenti. Avrà una tariffa di base che parte da circa 1,50 euro al giorno per ogni camera d’albergo o camera in affitto, fino ad arrivare ad un massimo di 10 euro giornalieri per gli alloggi di lusso, come alberghi a cinque stelle o case e ville in affitto.

Il Mediterraneo è diventato un hotspot dei cambiamenti climatici e la Grecia non fa eccezione. Il Paese ellenico, negli ultimi anni e in particolare nel 2023, ha dovuto affrontare incendi e devastanti inondazioni in varie parti del proprio territorio. Il governo greco, quindi, ha deciso di introdurre la tassa sul clima per sostenere la popolazione e l’economia, in particolare il settore turistico che è riuscito a superare le grandi difficoltà facendo registrare ottimi risultati in termini di turisti ed entrate a fronte di ingenti perdite causate proprio dagli effetti dei cambiamenti climatici.

La tassa sul clima rientra in un Programma più ampio pensato dal governo greco per potenziare il settore turistico. Ci sono infatti altre azioni pianificate come lo scambio di know-how e la digitalizzazione, ma anche l’innovazione e lo sviluppo sostenibile.

 

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