“La ragione per cui sprechiamo gli alimenti e mangiamo male è legata alla perdita di valore che diamo al cibo”. Intervista al professor Andrea Segrè.
Pubblicato da Edizioni Minerva, “Globesity. La fame del potere” è il primo romanzo di Andrea Segrè, professore di economia circolare e divulgatore scientifico, fondatore della campagna Spreco Zero in Italia e in Europa, noto per il lungo impegno sui temi dello spreco alimentare e dello sviluppo sostenibile. Il libro è stato presentato a Bologna mercoledì 6 marzo, negli spazi di Coop. Ambasciatori, insieme ai giornalisti Beppe Boni e Valerio Varesi.
Globesity è il suo primo cimento nella scrittura narrativa, un food thriller proiettato in un intrico di trame internazionali sospese fra immaginazione e realtà. In anteprima nazionale, l’autore presenta
“Il protagonista è del mio mondo, non è il classico commissario, ispettore o avvocato, ma è un giovane ricercatore. – spiega a TeleAmbiente il professor Andrea Segrè – Una storia avvincente, un intrigo internazionale. Si trova coinvolto con altri ricercatori più anziani di lui, che non sa se sono buoni o cattivi, ma che vogliano ricattare il mondo minacciandolo di lanciare una bomba, ma una bomba calorica“.
Costruito dunque in uno scenario straordinariamente attuale – il pianeta dei paradossi “dove metà del mondo lotta contro obesità e sovrappeso, e l’altra metà contro la sottoalimentazione”, spiega Andrea Segrè, Globesity mixa realtà scientifica e pura invenzione letteraria.
La maggior parte della popolazione mondiale (51%, oltre 4 miliardi di persone) vivrà in sovrappeso o con obesità entro il 2035, se si confermeranno le tendenze attuali, e l’impatto economico globale del sovrappeso e dell’obesità potrà superare i 4 trilioni di dollari annui, quasi il 3% del PIL globale. Più o meno l’impatto prodotto dal COVID-19 nel 2020, come sottolinea il rapporto World Obesity Atlas 2023 (World Obesity Federation).
“La ragione per cui sprechiamo gli alimenti e mangiamo male è legata alla perdita di valore che diamo al cibo. E su questo dovremmo ripartire proprio dalle scuole”, afferma Segrè.


