Il nuovo certificato, assicurano dall’Oms, non violerebbe la privacy dei titolari ma permetterebbe alla ricerca scientifica di accedere a una banca dati globale.
L’Italia non aderirà al green pass globale ma presenterà un emendamento per modificarne il testo. A farlo sapere è il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Il Green pass globale è un documento nato da un’intesa tra l’Unione europea e l’Organizzazione mondiale della Sanità per la condivisione dei dati vaccinali a livello internazionale. Utile in caso di nuove emergenze sanitarie globali, sul modello del pass elaborato per il Covid, si tratta di una sorta di passaporto vaccinale che consentirebbe la digitalizzazione dell’attestazione di avvenuta vaccinazione per altre malattie.
L’iniziativa si inserisce nella strategia dell’Oms che nel 2020 ha individuato nella telemedicina un obiettivo da raggiungere per migliorare le cure anche a distanza e in caso di quarantene. Il nuovo certificato, assicurano dall’Oms, non violerebbe la privacy dei titolari ma permetterebbe alla ricerca scientifica di accedere a una banca dati globale. Si tratta di un accordo a cui gli Stati membri possono non aderire.
L’Italia ha infatti deciso di chiedere di riformulare il testo: “e ricondurre la norma agli obiettivi PNRR in tema di salute, a partire dalla piena operatività del fascicolo sanitario elettronico”.


