Il riscaldamento globale è destinato a cambiare le nostre abitudini a qualsiasi latitudine ci si trovi.
Misure anti spreco idrico sono state adottate in Spagna, in Sicilia e in Messico solo per citare gli ultimi casi. Adesso anche il Marocco sperimenta nuove soluzioni per limitare gli effetti della siccità che attanaglia il Paese ormai da anni, anche in inverno, ed è costretto a decretare la chiusura degli hammam per tre giorni a settimana.
Il ministro dell’Interno ha stabilito che in città come Casablanca, Meknes e Tangeri le strutture rimangano chiuse per almeno tre giorni su sette.
Il bagno turco è una tradizione nel Paese, qui si va non soltanto per rilassarsi ma anche per socializzare. Basti pensare che in Marocco sono almeno 12mila le strutture dei bagni pubblici, ciascuna impiega per ogni cliente una quantità enorme di acqua. Troppo per un Paese in cui le risorse idriche scarseggiano. E allora, dopo le limitazioni classiche al riempimento delle piscine, lavaggio auto e irrigazione dei giardini, è arrivata la stretta inedita, niente hammam il lunedì, martedì e mercoledì.
Un duro colpo soprattutto per i meno abbienti che, come accadeva nelle terme dell’antica Roma, sono abituati a utilizzare la struttura pubblica come luogo in cui riscaldarsi, incontrare altre persone e godere di un “lusso” relativamente economico.
Molti voci critiche nel Paese hanno chiesto di applicare le restrizioni alle piscine degli hotel di lusso, alle Spa o al settore agricolo, realtà che consumano molta più acqua degli hammam.


