Le azioni di Julia Hill, attivista e scrittrice statunitense, hanno ispirato centinaia di persone a credere nell’importanza della natura e a lottare per proteggerla.
Ci sono tanti modi di fare attivismo ambientale. Uno di questi è proteggere l’ambiente e lottare per una causa con il proprio corpo. Le azioni di Julia Hill, attivista e scrittrice statunitense, hanno ispirato centinaia di persone a credere nell’importanza della natura e a lottare per proteggerla. La straordinaria prova dell’attivista, ha dimostrato che si può vincere contro chi la natura vuole distruggerla in favore del profitto.
Nel 1997, Julia “Butterfly” Hill rimase su un albero per oltre due anni, per proteggere la sequoia battezzata “Luna” e tutta la foresta circostante dall’abbattimento.
Un gruppo di ambientalisti iniziò la protesta contro la Maxxam Corporation, intenzionata ad abbattere una foresta californiana attraverso il metodo del taglio a raso, ovvero tagliando alberi di tutte le altezze ed età per poi bruciare l’appezzamento.
Tra gli attivisti c’era anche Julia, che superò di gran lunga il record di permanenza su un albero di 42 giorni. Nonostante le vessazioni da parte della Pacific Corporation e le difficoltà di una vita su un albero alto oltre 55 metri, Julia superò i 100 giorni di protesta.
A quel punto il caso ebbe una risonanza mediatica tale, che l’attivista decise di continuare la vita nella casetta sul suo amico albero, raccontando ai giornali l’importanza di preservare la foresta.
Julia “Butterfly” Hill, l’attivista che ha vissuto su un albero per più di due anni
Julia continuò a vivere sulla sequoia Luna fin quando la Maxxam Corporation decise di rinunciare all’abbattimento degli alberi. Erano passati 738 giorni. L’attivista rimise i piedi sul terreno solo a risultato ottenuto, era il 18 dicembre 1999. La compagnia si impegnò a non tagliare Luna tutte le sequoie nel raggio di 60 metri.
Le imprese della “farfalla” che proteggendo la sequoia si guadagnò fama mondiale, non si fermarono alla straordinaria prova di resistenza del 1997. Julia Hill girò il mondo per raccontare la sua storia e come riuscì a resistere alle condizioni atmosferiche e alle pressioni che subiva. È stata in Ecuador per protestare contro l’oleodotto che minacciava gran parte delle foreste in quel Paese, motivo per il quale è finita in carcere nel 2002. L’anno successivo è diventata una “war-tax resister”, ovvero ha deciso di destinare le sue tasse a cause alle quali tiene invece che versarle all’Ufficio delle Entrate.
Ancora oggi la storia di Julia Butterfly Hill, raccontata in libri e documentari, è d’ispirazione per tutti coloro che credono che il cambiamento climatico vada fermato e che il Pianeta vada protetto. Tutt’ora, la donna si occupa di diritti ambientali.


