Il 15 marzo termina l’autorizzazione a manifestare per gli attivisti arrampicati in case sull’albero a Grünheide, in Germania. Tesla Stoppen: “Resteremo”.
Il tempo degli attivisti che a Grünheide, in Germania, stanno protestando contro l’espansione dello stabilimento Tesla è finito. Perlomeno quello autorizzato dalla polizia, che aveva concesso ai manifestanti di Tesla Stoppen la possibilità di manifestare fino al 15 marzo.
La protesta del movimento contro l’azienda di Elon Musk, è iniziata il 29 febbraio, quando circa 80 attivisti per il clima hanno occupato la foresta di Grünheide, alle porte di Berlino, arrampicandosi e costruendo case sugli alberi.
Un’azione pacifica che ha come obiettivo quello di ostacolare il piano di espansione di Tesla, che vuole abbattere oltre 100 ettari di bosco per allargare il suo unico stabilimento in Europa. Secondo gli attivisti – e i cittadini del posto che hanno votato contro il piano dell’azienda – la fabbrica provoca gravi danni all’ambiente. A causa del suo elevato consumo idrico infatti, l’acqua disponibile per i residenti è sempre più scarsa e l’espansione dell’industria peggiorerebbe le cose.
Ora però, gli attivisti potrebbero dover scendere dai rami ed interrompere la protesta. Con un post su X infatti, Tesla Stoppen ha dichiarato che teme uno “sfratto violento” da parte della polizia nel fine settimana.
++PM 14.03.2024, 03:00: Protestcamp „Tesla stoppen“ befürchtet gewaltsame Räumung am Wochenende.++
Diese Information haben die Klimaschützer*innen sowohl aus diversen öffentlichen Quellen als auch aus parlamentarischen Kreisen.
Lest die ganze PM unter:https://t.co/JCc4Wca5Qe— teslastoppen (@teslastoppen) March 14, 2024
“La nostra protesta non può essere cancellata, resteremo”, dice Caro Weber, attivista del movimento.
Un caso che somiglia a quanto successo in California nel 1997, quando la giovane attivista Julia “Butterfly” Hill ha vissuto per oltre due anni su una sequoia alta oltre 55 metri per impedire che la abbattessero.
Con la sua perseveranza, Julia riuscì a vincere contro la compagnia che aveva previsto il taglio di 60 ettari di foresta, ispirando centinaia di persone. Forse, la sua storia è stata uno spunto anche per questa azione in Germania. Chissà se l’epilogo sarà lo stesso anche per gli attivisti che abitano le case sull’albero nella foresta tedesca.


