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A Tiburtina si respira l’aria più inquinata di Roma

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Nel periodo compreso tra il primo gennaio 2019 e il 31 dicembre 2023 la centralina di via Tiburtina ha registrato lo sforamento dei livelli massimi di Pm10 36 volte all’anno.

L’aria più inquinata di Roma si respira a Tiburtina. Non è una novità per chi vive nell’area ma adesso questa triste realtà è certificata da uno studio Lumsa condotto dal professor Antonello Maruotti, che ha elaborato i dati di Arpa Lazio degli ultimi anni.

Sono 14 le centraline di rilevamento della qualità dell’aria disseminate nel territorio romano. Nel periodo compreso tra il primo gennaio 2019 e il 31 dicembre 2023 la centralina di via Tiburtina ha registrato lo sforamento dei livelli massimi di Pm10 36 volte all’anno. Al secondo posto la centralina di via Enrico Fermi con 23 sforamenti, terze Preneste e Cinecittà con 19 episodi. Le zone in cui l’aria è risultata migliore sono invece Corso Francia, Villa Ada e Castel di Guido.

La buona notizia è che negli ultimi anni Roma registra un calo costante dei giorni di infrazione, nel 2023 nessuna centralina ha registrato un superamento dei limiti per più di 35 giorni. Basti pensare che negli anni 2000 Roma superava i limiti in media per 100 giorni l’anno.

Tra le possibili cause del miglioramento della qualità dell’aria vi è il fatto che il Pm10 viene prodotto principalmente dagli impianti di riscaldamento e l’aumento delle temperature invernali insieme all’aumento del costo del metano hanno permesso e indotto i romani a diminuire l’accensione degli impianti.

Dallo studio emerge invece come le domeniche ecologiche, spesso indette proprio per arginare l’aumento dell’inquinamento in città, non hanno un effetto significativo su di esso. Anzi in alcuni casi, subito dopo lo stop domenicale alle auto, si registra un aumento dell’inquinamento.

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