Terni, convegno su cardiochirurgia e fede, le ragioni dei Testimoni di Geova

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Un confronto tra procedure mediche, etiche e legali a cui hanno partecipato molti esperti del settore. Sono state espresse le motivazioni dei Testimoni di Geova e quelle dalla scienza, che in molti casi convergono.

La trasfusione di sangue come presidio terapeutico in chirurgia quale argomento dibattuto e di grande attualità.
Di questo si è parlato nel corso del congresso ‘Cardiochirurgia e fede religiosa, le ragioni dei Testimoni di Geova’, che si è svolto presso la sala Maurizio Santoloci di Terni.

Terni, convegno su cardiochirurgia e fede, le ragioni dei Testimoni di Geova. foto Borghetti e Scaccetti

Il responsabile scientifico del convegno Valentino Borghetti, direttore f.f. della struttura complessa di Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera Santa Maria Terni ha spiegato che lo scopo del convegno è stato sia quello di chiarire gli aspetti medico-legali e di sedare conflitti etici interdisciplinari connessi al rifiuto delle trasfusioni di sangue, ma anche quello di un confronto tra le diverse esperienze italiane per ottimizzare la gestione delle procedure di cardiochirurgia e di ridurre al minimo la necessità di emoderivati.

Ai microfoni di Teleambiente è intervenuto il presidente del Comitato di assistenza sanitaria per i Testimoni di Geova Umbria, Daniele Bassetti: “Questa giornata è una grandissima occasione, perché noi Testimoni di Geova per motivi religiosi rifiutiamo le trasfusioni di sangue”.

“Questo convegno ha detto – è un momento importante perché ci aiuta a capire, attraverso il dialogo e lo scambio di informazioni tra medici, giuristi e pazienti, come si possa raggiungere l’obiettivo del rispetto della coscienza dei Testimoni di Geova e come si possa arrivare ad una medicina senza sangue, visto che poi è l’obiettivo principale delle istituzioni. L’organizzazione mondiale della Sanità raccomanda caldamente la medicina ‘bloodless’”.

“Pensiamo – ha aggiunto Bassetti che questo possa favorire non soltanto il desiderio del Testimone di Geova, ma anche l’intera comunità che per vari motivi cerca di raggiungere lo stesso obiettivo”.

“C’è una grandissima sensibilità verso questo tema. Per esempio a Terniha ricordato ancora Bassetti a Teleambientesono oltre 30 anni che collaboriamo con l’Azienda Ospedaliera cercando di trovare soluzioni alternative, con successo”.

“L’incontro di oggi è un’ulteriore conferma di come ci sia questo progressoha concluso – ormai la medicina senza sangue sta facendo grandi passi in avanti e quindi ci sono alternative che ci permettono di andare nella direzione giusta”.

Federico Pampanelli del Comitato assistenza sanitaria dei Testimoni di Geova dell’Umbria nel corso del suo intervento ha spiegato come mai i fedeli di questo movimento rifiutano le trasfusioni di sangue.

“Il motivo non è medico ha spiegato è un motivo basato su profonde credenze religiose. Nelle sacre scritture c’è questo comando: ‘astenetevi dal sangue’”.

“È vero non è formulato in termini medici – ha sottolineato Pampanelli ma per i Testimoni di Geova, questo è un chiaro comando di Dio e ritengono che vieti le trasfusioni di sangue, ecco il motivo per cui, vengono rifiutate”.

Terni, convegno su cardiochirurgia e fede, le ragioni dei Testimoni di Geova. foto Federico Pampanelli

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