Ambiente in Consiglio Ue, focus su rifiuti, microplastiche e obiettivi sul clima

Ambiente in Consiglio Ue, focus su rifiuti, microplastiche e obiettivi sul clima

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Al Consiglio Ue in agenda la direttiva rifiuti, con focus su tessile e spreco alimentare e il regolamento sulla riduzione delle microplastiche.

Nel giornata di lunedì 25 marzo, i ministri dell’Ambiente europei si riuniranno in Consiglio Ue per discutere della direttiva quadro sui rifiuti. Le discussioni in agenda si concentreranno soprattutto sul settore tessile ed alimentare. L’obiettivo della proposta è di ridurre lo spreco di questi settori, che ammonta ogni anno rispettivamente a 12,6 milioni di tonnellate e 60 milioni di tonnellate.

Numeri troppo alti che per il settore alimentare, dovrebbero con le nuove norme raggiungere entro il 2030 gli impegni assunti nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Per quanto riguarda i prodotti tessili, la proposta istituirebbe dei regimi di responsabilità estesa del produttore in tutta l’Ue, che dovrebbero coprire i costi della gestione dei rifiuti, quindi per la loro raccolta differenziata, cernita e riciclaggio.

Consiglio Ue, in discussione anche il regolamento sulle microplastiche

Nel secondo dibattito previsto in agenda, c’è la questione dell’inquinamento da microplastiche e la relativa prevenzione sulla dispersione del pellet nell’ambiente.

La bozza di regolamento, approvata il 20 marzo dalla commissione ENVI del Parlamento Ue, mira a ridurre ulteriormente l’inquinamento da microplastiche attraverso la prevenzione di perdite di granuli di plastica lungo tutta la catena di approvvigionamento.

In discussione la decisione sull’adeguatezza delle disposizioni e la valutazione della proposta di regolamento per quanto riguarda la responsabilità attribuita ai diversi attori pubblici e privati.

Infine, i ministri Ue dell’Ambiente si confronteranno sulla comunicazione della Commissione sul traguardo climatico dell’Ue per il 2040. La Commissione raccomanda di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra dell’Ue del 90% entro il 2040 rispetto al 1990. I ministri procederanno ad uno scambio di opinioni sulle modalità con cui l’Ue dovrebbe perseguire la transizione verso la neutralità climatica nell’Ue entro il 2050.

“Fondamentale sarà anche garantire la competitività della nostra industria, facendo tutto ciò che è necessario per preservarla da traumi economici, e rivoluzionare la normativa per ridurre la burocrazia: le norme europee sugli aiuti di Stato devono essere riviste. Il dialogo con la società e i portatori di interesse è fondamentale. Condividiamo gli obiettivi sfidanti al 2050 ma è nostro dovere non tralasciare tutto il resto”, ha detto la viceministra all’Ambiente Vannia Gava.

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