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Ex Ilva, anche il sindaco Melucci scrive al MaSe per i picchi di benzene

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Intanto, oggi il ministro Adolfo Urso ha inviato un messaggio ai lavoratori: “Vogliamo fare dell’impianto un centro di avanguardia dove l’industria pesante è in equilibrio con l’ambiente”.

Ex Ilva, anche Rinaldo Melucci scrive al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per chiedere chiarimenti sui recenti picchi di benzene. Il sindaco di Taranto si aggiunge quindi a Peacelink e Legambiente, che già nei giorni scorsi avevano chiesto di avviare indagini sui picchi registrati dalle centraline situate nel quartiere Tamburi ma anche nelle zone limitrofe.

L’obiettivo è quello di sapere se sono state intraprese azioni per affrontare e risolvere l’aumento dei livelli di benzene nell’aria. Un fenomeno confermato anche dal report di Arpa Puglia del 2023: il benzene è un inquinante cancerogeno che lo scorso anno ha fatto registrare valori più alti rispetto a quelli del 2022. “Taranto e i suoi abitanti continuano ad essere gravati da una pressione ambientale non più sopportabile. I risultati del report e gli ultimi monitoraggi sono il chiaro segnale di come per l’intero territorio la situazione stia precipitando” – ha spiegato Rinaldo Melucci – “Un anno fa ho firmato un’ordinanza per imporre ad Acciaierie d’Italia di individuare gli impianti interessati dalle emissioni di benzene e di trovare una soluzione immediata ed efficace. Quel provvedimento è stato impugnato da AdI ed Ilva, rimandando tutto alla prossima udienza di maggio“.

A questo pronunciamento si andrà ad aggiungere la sentenza della Corte di Giustizia europea, sempre sugli effetti della produzione industriale sulla salute degli abitanti. In ogni caso, la comunità tarantina non può continuare ad attendere che il suo destino venga deciso in aule giudiziarie” – ha aggiunto il sindaco di Taranto – “È per questo che chiediamo al MaSe informazioni precise e tempestive su quali iniziative abbia inteso intraprendere per risolvere il fenomeno dei picchi di benzene nell’aria ed eliminare al più presto gli effetti dell’inquinamento causato dalla produzione dello stabilimento siderurgico“.

Intanto, oggi Adolfo Urso ha inviato un messaggio in occasione della messa di precetto pasquale nello stabilimento siderurgico di Taranto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha spiegato: “Vogliamo fare dell’ex Ilva un punto di riferimento per la produzione di un acciaio d’avanguardia, in grado di minimizzare le emissioni attraverso l’adozione di tecnologie pulite. La trasformazione in chiave sostenibile non rappresenterà solo un’azione di risanamento, ma renderà l’acciaieria tarantina un modello di innovazione dove l’industria pesante è in equilibrio con l’ambiente“.
A tutte le famiglie dello stabilimento ex Ilva va un caloroso saluto, mi preme manifestare il mio sostegno, la speranza e la fiducia alla vostra città ricca di storia, cultura e resilienza, ma soprattutto oggi centro di una grande trasformazione” – ha aggiunto Adolfo Urso – “Il governo è profondamente impegnato sulla vostra vicenda, consapevole di quanto Taranto sia vitale per l’Italia. Parimenti per il vostro territorio sarà indispensabile sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili, promuovere l’agricoltura sostenibile, proteggere la biodiversità e valorizzare il patrimonio culturale con il turismo eco-sostenibile. Lo stabilimento e Taranto hanno bisogno di un futuro migliore, fatto di politiche coordinate che solo insieme possiamo attuare“.

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